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Federico Albanese – By The Deep Sea (Neue Meister/Berlin Classics, 2018) di Giuseppe Grieco

Federico Albanese si è ritagliato, grazie alla sua tecnica e al suo gusto musicale, un posto tra i grandi della classica contemporanea internazionale, accanto a pesi massimi come Max Richter e Nils Frahm. Milanese di nascita e residente a Berlino, fin da giovane ha avuto a che fare con il mondo della musica, e importante è stato il suo arrivo nella capitale tedesca, uno dei punti nevralgici per la sperimentazione sonora, soprattutto in ambito elettronico. By The Deep Sea è il terzo album del nostro, ed è molto più vicino al precedente The Blue Hour che al lavoro di…

Score

ARTWORK
POTENZIALITA'
CONCEPT

Conclusione : Blu oceano

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Federico Albanese si è ritagliato, grazie alla sua tecnica e al suo gusto musicale, un posto tra i grandi della classica contemporanea internazionale, accanto a pesi massimi come Max Richter e Nils Frahm. Milanese di nascita e residente a Berlino, fin da giovane ha avuto a che fare con il mondo della musica, e importante è stato il suo arrivo nella capitale tedesca, uno dei punti nevralgici per la sperimentazione sonora, soprattutto in ambito elettronico.
By The Deep Sea è il terzo album del nostro, ed è molto più vicino al precedente The Blue Hour che al lavoro di debutto, il bellissimo The Houseboat and The Moon. Dopo aver pubblicato quest’ultimo per la sempre attenta Denovali, quest’ultimo lavoro esce per Neue Meister/Berlin Classic.
Se dovessi dare un colore a questo album, sarebbe il blu, come ovviamente per The Bue Hour, cambierebbe solo la tonalità. Questa volta infatti il colore è scuro, come gli abissi marini in cui Albanese ci spinge. Lontano è ormai il bianco lattiginoso del primo disco, ora è la maestosità dell’oceano a farla da padrone, rappresentato in tutte le sue sfaccettature da Albanese, suonante tutti gli strumenti tranne il violoncello.
Ci si avvicina a questo mondo liquido percorrendo il breve sentiero di 682 Steps, per poi venire investiti dalla vista della sua maestosità con We Were There. Fugaci figure danzano sulla spiaggia (Your Lunar Way), mentre noi cominciamo ad entrare dentro la sconfinata massa d’acqua, Slow Within rappresenta i nostri passi lenti, siamo sempre più addentro. Untold ci mostra che il nostro passaggio è compiuto totalmente, non ci resta che scendere verso il nucleo marino (The Room), mentre a mano a mano che affondiamo dolcemente il mare ci mostra i suoi segreti, disvelandosi (By The Deep Sea).
L’unico appunto che posso fare al grande Albanese è forse l’essersi fissato su una formula troppo vicina a The Blue Hour, questo credo abbia portato l’album qui analizzato a perdere un po’ di identità rispetto al suo reale potenziale. Rimane nonostante questo un pregevole album, che non mancherà di far bella figura anche in sede live.

Tracklist:

  1. 682 Steps
  2. We Were There
  3. Your Lunar Way
  4. Slow Within
  5. Mauer Blues
  6. Untold
  7. Boardwalk
  8. The Room
  9. Veiled
  10. By The Deep Sea
  11. Minor Revolt
  12. The Cradle


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