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Anna Calvi – Hunter (Domino, 2018) di Giuseppe Grieco

Non lascia certo indifferenti Hunter, né tantomeno tenta di celare il suo messaggio e tema portante. L’ultimo disco della chitarrista e cantante inglese Anna Calvi può essere considerato un concept album incentrato sulla sessualità, in particolar modo quella femminile, rappresentata dall’artista in prima persona già a partire dalla copertina.

Non si può infatti slegare l’album alle vicende personali della Calvi: la rottura di una lunga e importante relazione e il ritrovato amore hanno portato ad una riacquisita e più approfondita concezione della sfera erotica, ed ecco come Hunter è venuto alla luce. Non stupisce quindi constatare l’elevato coinvolgimento che la musicista vi ha riversato.

L’album è stato prodotto da Nick Launay (Nick Cave, Grinderman) e presenta ospiti d’eccezione quali Adrian Utley dei Portishead alle tastiere e Martyn Casey dei Bad Seeds al basso. Rispetto al precedente One Breath tutta l’aura che permea il disco è carnale e viscerale, una pulsante tensione si estende dall’inizio alla fine. Messe da parte le sonorità synth-pop che denotavano algidità e che in un certo senso creavano distanza tra la cantante e l’ascoltatore, si ritorna all’immediatezza e all’asciuttezza del primo disco omonimo, con arrangiamenti e tecniche vocali volutamente sensuali (Alpha, Wish). As a Man ci getta in mezzo alla danza violenta e allo stesso tempo armoniosa del rapporto erotico tra uomo e donna, mentre Hunter con le sue atmosfere drammatiche dimostra la difficile coesistenza tra le varie personalità che albergano in ognuno di noi, mentre le doti chitarristiche e vocali della Calvi danno il loro meglio in Indies or Paradise, oscillante tra toni chiari e momenti bui.

Portatrice di una concezione della sessualità libera e liquida, Anna Calvi cala tutta la sua personalità e il suo vissuto in questo Hunter, mantenendo contemporaneamente il suo barocchismo stilistico, debitore a personaggi come St. Vincent e David Bowie, un estetismo intenso ed erotico, che però mai scende nel cattivo gusto o nel kitsch, mantenendosi anzi su un costante livello di peculiare eleganza.

Tracklist:

  1. As a man
  2. Hunter
  3. Don’t beat the girl out of my boy
  4. Indies or paradise
  5. Swimming pool
  6. Alpha
  7. Chain
  8. Wish
  9. Away
  10. Eden


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