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Hermit & the Recluse – Orpheus vs. the Sirens (Obol for Charon, 2018) di Francesco Sermarini

Se oggi si tende a creare dischi hip hop con delle produzioni piene e quasi barocche, il rapper originario di Brownsville Ka opta per andare in una direzione opposta, proponendo basi più minimali e grezze, ma senza risultare scontato o poco ispirato. A questo sound minimal corrispondono dei testi complessi e intriganti, nei quali la vita di strada si mescola con la mitologia e il folklore provenienti da tutte le parti del mondo (basti pensare al suo ultimo disco come solista Honor Killed the Samurai, il cui titolo è già una dichiarazione d’intenti). Si capisce da questa breve introduzione…

Score

Concept
Artwork
Potenzialità

Conclusione : Neoellenismo americano

Voto Utenti : Puoi essere il primo !
Se oggi si tende a creare dischi hip hop con delle produzioni piene e quasi barocche, il rapper originario di Brownsville Ka opta per andare in una direzione opposta, proponendo basi più minimali e grezze, ma senza risultare scontato o poco ispirato. A questo sound minimal corrispondono dei testi complessi e intriganti, nei quali la vita di strada si mescola con la mitologia e il folklore provenienti da tutte le parti del mondo (basti pensare al suo ultimo disco come solista Honor Killed the Samurai, il cui titolo è già una dichiarazione d’intenti). Si capisce da questa breve introduzione che Ka è una sorta di mosca bianca in una scena ormai satura di presunti artisti dai mille tatuaggi in faccia e con i dreadlock più colorati possibili che evangelizzano l’uso dello xanax, ma questo non è il luogo adatto per discutere di quest’argomento, ora si vuole solo parlare di musica. E che ottima musica.

Hermit and the Recluse: è questo il nome del nuovissimo progetto formato dalle menti del già citato Ka e del producer Animoss, e Orpheus vs. the Sirens è il nome del loro primo (e speriamo non ultimo) disco insieme. Come si può evincere dal titolo, Orpheus vuole essere un appropriarsi della mitologia dell’antica Grecia per raccontare le peripezie personali del rapper dentro la giungla urbana. Ka riesce nell’intento di narrare perfettamente una sorta di cammino ascetico come nei migliori poemi epici antichi, senza risultare pretenzioso e fine a sé stesso. Basta la solo intro dell’iniziale Sirens per catapultarci in territori ellenici e poter sentire l’odore del mediterraneo imbastardito, però, dalla puzza della fogna newyorkese.

Ka dimostra di essere un rapper molto diverso da tutti gli altri, lontano dall’egocentrismo e dalle manie di denaro, conscio della sua età (46 anni per un artista di questo genere non è una cosa da poco) e per questo molto paziente e introspettivo, quasi come se avesse già avuto quella famosa saggezza proveniente dalla senilità decantata dagli stessi stoici greci. Ascolto da recuperare assolutamente.

Tracklist:

  1. Sirens
  2. Fate
  3. Orpheus
  4. Atlas
  5. Argo
  6. Golden Fleece
  7. The Punishment of Sisyphus
  8. Hades
  9. Oedipus
  10. Companion of Artemis


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