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Nothing – Dance on the Blacktop (Relapse Records, 2018) di Francesco Sermarini

Nineties will never die; e a ricordarci questo gli americani Nothing sono in primissima linea, proponendo fin dagli esordi un dream pop/shoegaze di altissima qualità, tanto da regalarci due anni fa quella grandissima e splendete perla che è Tired of Tomorrow (a detta di chi scrive uno dei dischi migliori appartenente a questo genere degli ultimi quasi vent’anni).

Come si può facilmente capire, le aspettative per questo Dance on the Blacktop erano altissime, non solo perché si tratta del successore di un disco acclamatissimo, ma anche perché si tratta del terzo lavoro della band e, come ben si sa, può rappresentare sia la consacrazione di un qualsiasi artista oppure l’inizio dell’inesorabile declino artistico.

A conti fatti, quest’ultima opzione sembra parecchio lontana. Infatti i Nothing hanno deciso di orientarsi verso un sound più grezzo ed energico, sullo stile dei primi My Bloody Valentine, ma con una marcia in più verso il noise. Il risultato è un tripudio di chitarre distorte e riverberi che non abbandonano un attimo l’ascoltatore, intrappolandolo a melodie malinconiche ma comunque trascinanti.

Si tratta a tutti gli effetti del lavoro più crudo e duro del gruppo ed è questo il motivo per cui lo si apprezza maggiormente. Per chiunque sia appassionato di queste sonorità si tratta di un ascolto quasi imprescindibile, forse una delle migliori uscite di quest’anno per il genere. Certo, nonostante si tratti di un disco molto compatto e ben costruito non mancano momenti meno riusciti, come la traccia The Carpenter’s Son (il brano più lungo mai composto dalla band, ma troppo allungato senza un vero motivo). Nonostante questo, Dance on the Blacktop merita d’essere ascoltato più e più volte, sicuramente non è ai livelli del blasonatissimo Tired of Tomorrow, ma si è convinti che comunque si tratta di un disco che in sede live darà parecchie emozioni.

Tracklist:

  1. Zero Day
  2. Blue Line Baby
  3. You Wind Me Up
  4. Plastic Migraine
  5. Us/We/Are
  6. Hail on Palace Pier
  7. I Hate the Flowers
  8. The Carpenter’s Son
  9. (Hope) Is Just Another Word with a Hole in It


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