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Poppy Ackroyd – Resolve (One Little Indian, 2018) di Giuseppe Grieco

Dopo due album e un progetto visivo usciti per l’eccellente Denovali la pianista, violinista e compositrice inglese Poppy Ackroyd giunge al suo quarto album, pubblicato stavolta dalla One Little Indian (etichetta di artisti del calibro di Björk), su cui già aveva fatto uscire il precedente mini-album Sketches. Tutti i lavori della musicista dimostrano un’accentuata vena cinematografica, anche Resolve non smentisce questa caratteristica, apparendo come la colonna sonora di un film ancora da realizzare. Riguardo alla natura di Resolve, Poppy ha affermato che l’album è prettamente ottimistico, e in effetti non ci sono punti oscuri e il tutto risulta leggero, forse un…

Score

ARTWORK
POTENZIALITA'
CONCEPT

Conclusione : Superficiale

Voto Utenti : Puoi essere il primo !
Dopo due album e un progetto visivo usciti per l’eccellente Denovali la pianista, violinista e compositrice inglese Poppy Ackroyd giunge al suo quarto album, pubblicato stavolta dalla One Little Indian (etichetta di artisti del calibro di Björk), su cui già aveva fatto uscire il precedente mini-album Sketches.

Tutti i lavori della musicista dimostrano un’accentuata vena cinematografica, anche Resolve non smentisce questa caratteristica, apparendo come la colonna sonora di un film ancora da realizzare.

Riguardo alla natura di Resolve, Poppy ha affermato che l’album è prettamente ottimistico, e in effetti non ci sono punti oscuri e il tutto risulta leggero, forse un po’ troppo effimero, come già si evince da The Calm Before e Trains, i singoli estratti per l’ascolto.

Nonostante il coinvolgimento di musicisti esterni, l’uso di strumenti diversi oltre al pianoforte e l’adottamento di tecniche particolari come l’uso di bicchieri di vino, lo strofinio della carta sui tasti dello strumento o l’uso del pianoforte dal suo interno (come ella stessa ha affermato: “Ho chiesto ai musicisti di esplorare i loro strumenti, di creare tanti suoni strani e meravigliosi come potevano. Ho poi passato ore a filtrare le registrazioni, cercando di cogliere quali sonorità fossero più interessanti”), tutti i brani risultano più o meno simili, senza un’identità ben precisa.

Un’ opera riuscita solo parzialmente, che non riesce a reggere il confronto con altre uscite neoclassiche dell’anno, ma che nonostante tutto merita una possibilità d’ascolto.

Tracklist:

1. Paper
2. Light
3. The Calm Before
4. Resolve
5. Quail
6. The Dream
7. Time
8. Luna
9. Stems
10. Trains


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