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Thegiornalisti – Love (Carosello Records, 2018) di Francesco Sermarini

I Thegiornalisti non hanno bisogno di alcuna introduzione ormai. La creatura di Tommaso Paradiso gira, attualmente, intorno alla sua figura di rubacuori e cazzaro patentato, creando astio o apprezzamenti di pubblico e critica. E’ da tenere in conto che la fama nazionale è arrivata quasi all’improvviso, dopo anni passati nella penombra di quel bosco fittissimo che è l’indie italiano. Fama nata, inoltre, grazie ad un disco più pop rispetto ai precedenti pubblicati dal gruppo. Questi due anni, dal precedente Completamente Sold Out, sono stati per Tommy sicuramente vorticosi e impegnativi: improvvisamente tutte le radio passano i suoi singoli, si ritrova a dover fare interviste per le maggiori riviste musicali del territorio, inizia a riempire i palazzetti e continua a fare avanti e indietro dalla sua amata Roma per incontrare i produttori a Milano.
Questo Love è la summa di questi due anni intensi, è l’evoluzione naturale del precedente disco. La sola Overture fa comprendere bene quanto il livello di soldi sia aumentato drasticamente, presentandosi come un intro orchestrale con i suoni e le produzioni pompate a palla. In generale si tratta di un lavoro più elettronico, canzoni come Una casa al mare o Milano Roma lasciano ben intendere. Nonostante questo, “l’anima” di Tommaso Paradiso fuoriesce in ogni canzone, con le continue citazioni al calcio (Questa nostra stupida canzone d’amore) o alle serie tv e al cinema italiano (Dr. House).
Nonostante il disco scorra piacevolmente, sono presenti due difetti non da poco: i suoni fin troppo plasticosi in certi momenti, soprattutto di chitarre e pianoforti (ma questa è una prerogativa di quasi tutti i dischi pop rivolti ad un gradissimo pubblico) e la palese aria di lecchitudine che pervade alcune canzoni. Togliendo questo, è un lavoro che non smuoverà minimante chi disprezza i Thegiornalisti e venderà tantissimo, come ci si aspetta. Oggettivamente non è un disco chissà quanto complesso e avanguardista, ma per avere quei 40 minuti dove si balla in modo imbarazzante e si canta a squarciagola riesce benissimo nell’intento.

Tracklist:

  1. Overture
  2. Zero stare sereno
  3. New York
  4. Una casa al mare
  5. Controllo
  6. Love
  7. Milano Roma
  8. L’ultimo giorno della Terra
  9. Questa nostra stupida canzone d’amore 
  10. Felicità puttana
  11. Dr. House


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