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CHVRCHES – Love Is Dead (Glassnote Records, 2018) di Giuseppe Grieco

Fin dal loro esordio i CHVRCHES, trio synth pop proveniente da Glasgow, avevano dimostrato di non essere il solito gruppo pop da classifica, bensì un progetto avente un certo spessore e un’elevata qualità nei loro lavori, tanto da aver avuto l’onore di aprire anche concerti dei grandiosi Depeche Mode, da cui traggono molto nelle sonorità. Lo hanno dimostrato bene The Bones of What You Believe, il loro album d’esordio e il successivo Every Open Eye, che personalmente avevo molto gradito.
Non stupisce quindi che le attese per questo fatidico terzo album fossero parecchio elevate. Ed eccoci dopo tre anni con questo Love Is Dead.
Purtroppo per noi, il risultato non è quello sperato, tutt’altro. Fin dall’iniziale Graffiti si capisce che i nostri hanno perso lo smalto che li contraddistingueva, e infatti di tutte le tredici tracce che compongono l’album non ve n’è una che riesca a lasciare il segno. E non basta a risollevare l’album il carisma di Matt Berninger, leader dei National, che in My Enemy duetta con la cantante Lauren Mayberry, o le tematiche sociali e politiche presenti in Graves o Heaven/Hell, richiamanti la tragedia della Grenfell Tower e il tema dei rifugiati.
Love Is Dead rappresenta disgraziatamente l’album peggiore del trio, e dato il curriculum di tutto rispetto accumulato dal gruppo questa delusione risulta particolarmente cocente.

Tracklist:

01. Graffiti
02. Get Out
03. Deliverance
04. My Enemy
05. Forever
06. Never Say Die
07. Miracle
08. Graves
09. Heaven/Hell
10. God’s Plan
11. Really Gone
12. ii
13. Wonderland

 


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