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Colin Stetson – Hereditary (Original Motion Picture Soundtrack) [Milan, 2018] di Giuseppe Grieco

Gli ultimi anni sono stati senza ombra di dubbio molto felici sul versante dell’accoppiata film/colonna sonora. Chiariamo, da moltissimo tempo (oserei quasi dire fin dall’origine della settima arte, o pochissimo dopo) il rapporto tra mondo cinematografico e mondo musicale si è rivelato strettissimo e molto spesso fondamentale per entrambi i mondi. Grandissimi musicisti con le loro colonne sonore hanno reso film capolavori immensi capolavori, lampante è il contributo di John Williams per film come la saga di Star Wars o il prolifico lavoro di Hans Zimmer, senza tralasciare la leggenda nostrana Ennio Morricone, fresco di oscar con The Hateful Eight di Quentin Tarantino e il miracolo compiuto da Howard Shore per la colonna sonora de Il Signore degli Anelli, una delle soundtrack migliori di sempre.

Di recente il costante lavoro di questi artisti è stato accompagnato da una nuova schiera di compositori, che con il loro bagaglio culturale proveniente dal mondo più underground sono riusciti a creare vere e proprie gemme, illuminanti mi giungono in mente le opere di Jóhann Jóhannsson, Max Richter, Iris degli A Winged Victory for the Sullen, Her degli Arcade Fire o la trilogia Drive/Solo Dio Perdona/The Neon Demon curata da Cliff Martinez, per citarne alcune.

Quest’anno il regista Ari Aster ha esordito con l’acclamato e ormai già film cult Hereditary, horror di dimensione familiare. Per la stesura della colonna sonora si è affidato a Colin Stetson. Sassofonista prodigio, Stetson nel corso della sua carriera ha collaborato con decine di artisti tra cui i già citati Arcade Fire, Tom Waits, David Byrne, Godspeed You! Black Emperor, Bon Iver, raggiungendo una maturità artistica e padronanza dello strumento davvero elevate, riscontrabile anche nei suoi lavori da solista e nel suo gruppo di metal sperimentale Ex Eye.

Il musicista americano ha avuto massima libertà per la stesura della colonna sonora del film, creata dopo averne visionato il montaggio finale. Il risultato è l’inscindibile legame tra musica e film, due facce della stessa oscura medaglia. Già dal brano di apertura Funeral si può capire lo stile adottato da Stetson: evitate esplosioni sonore o frastuoni urlanti, la colonna sonora si snoda sotterraneamente, creando un continuo senso di inquietudine e suspense, grazie alla scelta dell’utilizzo di suoni cupi e sottili, partiture tronche e con scanalature, creanti un clima sospeso che mano a mano segue la trama del film, svelando i rapporti tra i vari personaggi (Mothers & Daughters, Brother & Sister), delineandone il carattere (Charlie, Joanie), condensando la drammaticità del susseguirsi degli eventi fino all’epilogo (Reborn, Hail, Paemon!). Ottima è stata la scelta da parte del musicista di ampliare il ventaglio di strumenti di solito da lui utilizzati, soprattutto per quanto riguarda i clarinetti con le loro voci ruggenti o dolorose, accompagnati ovviamente dal profondo sassofono, anche qui trasfigurato secondo lo stile avanguardistico dello statunitense.

Con questi intelligenti accorgimenti Stetson è riuscito abilmente ad evitare i cliché del genere, discostandosi da un filone musicale, quello delle soundtrack dei film horror, blando e stagnante, realizzando invece un ottimo disco, che riesce ad esprimere un’altra faccia della personalità del musicista e al contempo aumenta lo spessore psicologico e inquieto di una delle uscite cinematografiche più interessanti dell’anno.

Tracklist:

    1. Funeral
    2. Mothers & Daughters
    3. Brother & Sister
    4. Charlie
    5. Party, Crash
    6. Mourning
    7. Aftermath
    8. Séance Sleepwalking
    9. Second Séance Pt. 1
    10. Second Séance Pt. 2
    11. Second Séance Pt. 3
    12. Classroom
    13. Dreaming
    14. Book Burning
    15. Joanie
    16. Get Out
    17. Leigh’s Things
    18. Steve
    19. Peter
    20. Chasing Peter
    21. The Attic
    22. Reborn
    23. Hail, Paemon!


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