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Soulfly – Ritual (Nuclear Blast, 2018) di Alessandro Magister

Max Cavalera è come quel figlio che ti fa arrabbiare perché non mostra particolare attenzione per l’igiene personale, non studia abbastanza e litiga coi professori. Lo critichi di continuo ma se a farlo è qualcun altro ti incazzi con la potenza di mille soli. Per chi ama la musica metal, Max è una istituzione amata e rispettata cui si perdona una lunga serie di scivoloni e scelte poco felici. Inevitabilmente, col passare degli anni, resta immutato l’affetto, i bei ricordi ma calano le aspettative nel momento in cui si inizia a parlare di una nuova release. Per chi scrive, almeno questa volta, non è stato così. Motivo? Il contorno ha sicuramente aiutato ad alimentare un certo quantitativo di hype attorno a questo Ritual: la scelta di Josh Wilbur come produttore,  Randy Blythe dei Lamb of God e Ross Dolan degli Immolation a fare da spalla a Max in due brani, la sbandierata volontà di tornare alle origini del progetto Soulfly a 20 anni dalla sua nascita, tutti elementi che hanno alimentato speranze. Obiettivo raggiunto? Sì. Nessuna invenzione, nessuna vera evoluzione ma un suono pesante, puro, adrenalinico e frutto di una line-up potente e coesa, con il figlio di Max , Zyon, dietro le pelli e il buon vecchio Marc Rizzo come lead-guitar. Strano a dirsi ma nel disco sono le sonorità death e groove a prevalere su quelle tribali suggerite dalla title track anticipata nei mesi scorsi ed il risultato finale è un disco molto godibile e da ascoltare non solo per il nome che porta stampato sulla copertina. Max ha ancora voglia di fare musica, questa è la notizia più bella.

Tracklist:

  1. Ritual
  2. Dead Behind The Eyes (feat. Randy Blythe)
  3. The Summoning
  4. Evil Empowered
  5. Under Rapture (feat. Ross Dolan)
  6. Demonized
  7. Blood On The Street
  8. Bite The Bullet
  9. Feedback!
  10. Soulfly XI


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