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HAKEN – Vector (Inside Out, 2018) di Alessandro Magister

Quando una band del calibro degli HAKEN annuncia l’uscita di un nuovo lavoro a soli due anni di distanza dallo spiazzante ma valido Affinity, è normale un po’ di preoccupazione. Se si pensa al progressive metal, è normale che vengano in mente composizioni dal valore tecnico elevato, produzioni elaborate, sessioni di registrazione estenuanti. Ehm… no. Certo non è questo il caso. Positivo? Negativo? Lo scopriremo assieme.

Come sempre più spesso accade, anche questa pubblicazione è stata anticipata, nell’estate appena trascorsa, dalla release di due brani, ben accolti e tra i migliori dell’album. Parliamo di The Good Doctor e di Puzzle Box. In entrambi i casi, l’impressione è stata quella di un cambio di direzione rispetto all’immediato passato ma, in ogni caso, positiva. Ne consegue la nostra sicurezza che l’ascolto dei restanti 5 brani inediti non ci avrebbe colto impreparati. Sotto la guida del producer Adam Getgood, gli HAKEN hanno deciso di abbracciare un suono a tratti più pesante, abilmente mescolato con le proprie peculiari caratteristiche. Troviamo, quindi, all’interno di una stessa canzone continui nuovi spunti, riff, cambi di tempo mai troppo spigolosi, la spaventosa maestria tecnica di Ray Hearne, il tutto ottimamente disegnato e calcolato. A Cell Divides è, insieme ai già citati singoli estivi, il brano che più mi ha convinto in questo tripudio di riff e drumming misto a quel giusto grado di melodia, garantito in particolare dalle armonie vocali di Ross Jennings. È un disco godibilissimo che, a detta di chi scrive, ha una sola pecca; questo Vector sembra giocarsi le proprie carte molto velocemente, senza lasciare grosse sorprese agli ascolti successivi. Nel mio caso, l’incentivo a schiacciare “play again” è venuto dalle sole Veil Host, difficili da interpretare dopo solo qualche rapido ascolto. Per il resto si tratta di brani freschi, efficaci ma che entrano ed escono con la leggerezza del ladro che ti scassina la serratura, vede la tua collezione 2010-2018 di cartelle esattoriali e le buste del discount e se ne va di corsa, manco avessi un cane da guardia. In definitiva, un buon lavoro ma con un sound che difficilmente resterà impresso a lungo.

Tracklist:

  1. Clear
  2. The Good Doctor
  3. Puzzle Box
  4. Veil
  5. Nil By Mouth
  6. Host
  7. A Cell Divides

 


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