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Hate Eternal – Upon Desolate Sands (Season of Mist, 2018) di Alessandro Magister

Sempre più spesso ci troviamo di fronte a nuove release di band death metal, in particolar modo americane. Ciò a conferma del sempiterno successo riscontrato dal genere un po’ a tutte le latitudini. Il chiarissimo rovescio della medaglia è la difficoltà nello scovare la perla in mezzo a roba che definire anonima è eufemistico. Di sicuro, avere Erik Rutan alla base di un progetto lo rende immediatamente appetibile. L’ex Morbid Angel, nonché produttore, ha deciso di dare un taglio al proprio passato e mettere la propria furia chitarristica a servizio di questi Hate Eternal, ormai giunti a quasi 20 anni di carriera, tra pause e cambi di line-up.

I dubbi sulla bontà del prodotto vengono messi da parte nei primissimi istanti di questi 40 minuti infernali. Riff indemoniati a carriolate, drumming di precisione maniacale e produzione all’altezza del nome di Rutan. Come ripeto praticamente sempre in questo genere di recensioni, se siete alla ricerca di qualcosa di nuovo, cambiate disco e forse genere. La bravura della band è stata quella di evitare che l’ascolto, ripetuto, diventi noioso a breve. Lo stile di composizione, infatti, è spesso caratterizzato da pause che interrompono il chaos ritmico e vocale, o con un assolo o aggiungendo un pizzico di melodia.

Questo Upon Desolate Sands si chiude, e si tratta di scelta non casuale nella discografia della band, col brano più lento e melodico, la bellissima For Whom We Have Lost che fa da colonna sonora al desiderio di continuare ad ascoltare questa band nel prossimo futuro

Tracklist:

  1. The Violent Fury
  2. What Lies Beyond
  3. Vengeance Striketh
  4. Nothingness of Being
  5. All Hope Destroyed
  6. Portal of Myriad
  7. Dark Age of Ruin
  8. Upon Desolate Sands
  9. For Whom We Have Lost


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