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Rose – Moving Spheres (Music Force / Toks Records, 2017) di Giuseppe Grieco

Rosa Mussin, in arte Rose, è una giovane promessa di quel filone musicale che fonde jazz, soul e R’n’B. Cantante e polistrumentista navigata, inizia il suo percorso musicale all’età di quattro anni. Nel corso della sua formazione si avvicina a svariati generi, come il reggae, lo ska, il soul, il blues, l’hip-hop. Un tale insieme di stili fa maturare la nostra giovane artista molto presto, rendendola duttile e versatile, qualità che le hanno permesso di vincere il BlackMusic Blues Contest di Pordenone nel 2016. Date queste premesse, il suo primo album da solista difficilmente avrebbe potuto deludere le aspettative.…

Score

ARTWORK
POTENZIALITA'
CONCEPT

Conclusione : Eclettico

Voto Utenti : Puoi essere il primo !
Rosa Mussin, in arte Rose, è una giovane promessa di quel filone musicale che fonde jazz, soul e R’n’B.

Cantante e polistrumentista navigata, inizia il suo percorso musicale all’età di quattro anni. Nel corso della sua formazione si avvicina a svariati generi, come il reggae, lo ska, il soul, il blues, l’hip-hop. Un tale insieme di stili fa maturare la nostra giovane artista molto presto, rendendola duttile e versatile, qualità che le hanno permesso di vincere il BlackMusic Blues Contest di Pordenone nel 2016.

Date queste premesse, il suo primo album da solista difficilmente avrebbe potuto deludere le aspettative. E infatti Moving Spheres non delude, ma anzi cementizza e solidifica le indiscusse qualità che l’artista possiede.

Se inizialmente la brevità del disco stupisce, via via con l’ascolto questa scelta si dimostra quanto mai oculata, infatti nei suoi 25 minuti circa Moving Spheres riesce a condensare tutto l’eclettismo di Rose, in maniera netta e concisa. Privi di fronzoli e superflui virtuosismi, i sei brani passano fluidamente dal funk di Stupid, all’elettronica della title track per andare all’acusticità di Ups & Downs, fino al jazz di Amused e Same Things, tutto questo esprimendo la personalità sia dell’artista che dei musicisti che l’accompagnano.

Di solida qualità artistica, il disco d’esordio di Rose stupisce e getta ulteriore buona luce su una realtà giovanile che sempre di più dimostra di avere la stoffa per regalarci ottime opere. Consigliato anche a chi volesse approcciarsi da neofita al jazz-soul.

Tracklist:

  1. Relation
  2. Moving Speres
  3. Same Things
  4. Amused
  5. Stupid
  6. Ups and Downs

 


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