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Scarda – Tormentone (Bianca Dischi, 2018) di Giuseppe Grieco

Faccia da simpaticone e atteggiamento alla mano, Scarda si è negli ultimi tempi ritagliato a ben merito un’importante posizione nel mondo indie nostrano (ne è dimostrazione la data romana a cui ho recentemente partecipato)

Cantautore classe ‘86 napoletano di nascita, calabrese di adozione e ora stanziato a Roma, Nico Scardamaglio con il suo album d’esordio I Piedi sul Cruscotto è riuscito a trasmettere la quotidianità nella sua piena e difficoltosa normalità, senza renderla banale o stucchevole, operazione che gli ha fruttato la Targa Tenco 2015. La vincita poi del David di Donatello per la colonna sonora del film Smetto Quando Voglio e la scrittura per la soundtrack dei due seguiti ne ha sancito il successo tra il pubblico italiano.

Quattro anni dopo il primo full-lenght eccoci di nuovo in compagnia del giovane artista, che ritorna con il suo secondo disco Tormentone, pubblicato dall’etichetta Bianca Dischi.

I cambiamenti si notano fin da subito, così come le conferme sulla bravura di Scarda. Seppur abbracciando quel tipo di elettronica che molto va di tendenza nel panorama indie, Tormentone non tradisce lo stile del musicista, che ancora una volta rende un’umanità vera e semplice, senza artifici e con parole secche e ben utilizzate. Il cosmo scardiano si è qui molto ristretto, arrivando a comprendere, tranne un’unica eccezione, un mondo popolato da due figure ideali, un uomo e una donna. Si può definire Tormentone una riflessione sulle relazioni umane e sulle loro difficoltà, sull’amore e i suoi drammi, e questi due personaggi ne rappresentano le sfaccettature.

Introdotti da Bianca, l’album rivela quello che è uno dei suoi argomenti principali, il tema della mancanza e della rottura di un rapporto, che viene ripreso in altri brani sotto un’ottica sempre differente, come nella raffigurazione della difficoltà affettiva di Non Relazione, manifesto di un’epoca, o nell’elaborazione del dolore di Palazzina Gialla e Sorriso. In Giulia, ulteriore conferma dell’importanza della figura femminile nella poetica di Scarda viene affrontato il difficile tema di una relazione morbosa e violenta, mentre in Ventanni c’è una piccola apertura verso una fetta di personaggi più ampia, una società con cui la protagonista della canzone è costretta a fare i conti, e in Mai è il tira e molla di una coppia ad essere protagonista. Tramonto chiude a dovere un disco che può essere vissuto in maniera duplice: gioiellino pop se ci si attiene ai suoni leggeri e facilmente fruibili, oppure seria riflessione su un tema sempre difficile da affrontare, in cui con le parole di Scarda facilmente ci si immedesima.

Tracklist:

  1. Bianca
  2. Palazzina Gialla
  3. Giulia
  4. Mai
  5. Sorriso
  6. Non Relazione
  7. Ventanni
  8. Tramonto


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