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Thom Yorke – Suspiria (Music For The Luca Guadagnino Film) [XL, 2018] di Giuseppe Grieco

La notizia di Luca Guadagnino che, fresco fresco dall’acclamato Chiamami col tuo nome, si cimenta nel remake di uno dei film cardine dell’horror mondiale basta già per far girare la testa. Mettiamoci poi che il regista ha affidato la composizione della colonna sonora a un mostro sacro come Thom Yorke, e vediamo l’hype salire a livelli vertiginosi.

È questa la seconda soundtrack orrorifica di cui mi trovo a parlare, dopo quella di Hereditay curata da Colin Stetson. Se però il sassofonista americano nella sua opera faceva un uso moderato dell’elettronica, Thom Yorke invece ne fa il suo canale principale, mostrando in questa sede tutti i muscoli dei suoi synth. Non è poi la prima volta che il musicista si avvicina al mondo del cinema: la prima è stata con la composizione con i Radiohead del brano Spectre per l’omonimo film della saga dell’agente 007, infine scartato dalla colonna sonora del film.

C’è da evidenziare una cosa: se Guadagnino deve confrontarsi con la figura quasi mistica di Dario Argento, su Thom Yorke grava il confronto con la colonna sonora del film originale, creata dai Goblin e piena di acida follia e nera malignità.

Dico subito che Yorke regge benissimo il confronto, scegliendo un approccio più elegante e rallentato. Diviso in due dischi, questa colonna sonora è un’operazione ragionata e complessa nel suo stravolgimento dell’idea originale. Dopo l’introduttiva A Storm That Took Everything fa la sua comparsa uno dei motivi principali dell’opera, contenuto in The Hooks. Qui si nota l’abilità del musicista inglese che, con un incedere lento e quasi titubante del pianoforte, riesce a trasmettere un forte senso di angoscia anche grazie agli spezzoni sonori del film in sottofondo, che fanno presagire un momento di violenza inaudita.

Per i suoi due terzi Suspiria è un lavoro strumentale, ma non mancano delle incursioni di Thom versione cantante come in Suspirium, brano con cui Thom si è aggiudicato il Soundtrack Stars Award per il miglior brano originale alla Mostra del Cinema di Venezia, angosciante nel suo essere lamentosamente doloroso, o in The Universe is Indifferent che con il suo raga-rock acido manda un messaggio annichilente, mentre Has Ended è forse il momento più pop del disco. In brani come Volk, The Room of Compartments o The Inevitable Pull viene sondata la misteriosa tenebra che avvolge la storia, in Sabbath Incantation, The Conjuring of Anke e la mastodontica A Choir of One è messo in evidenza il lato mistico ed esoterico della pellicola.

La visione drammatica della vicenda è affidata a pezzi come Olga’s Destruction (Volk Tape) o Klemperer Walks, mentre l’estro dello sperimentatore elettronico proprio di Thom emerge in alcuni episodi come A Light Green, Voiceless Terror e Synthesizer Speaks che, con le dovute differenze dovute al contesto, rimandano nella loro rarefazione elettronica ai dischi solisti di Yorke.

Suspiria di Thom Yorke è un album duro, tagliente, di certo non adatto e non comprensibile da tutti, e lascerà spiazzati molti ascoltatori, così come immagino farà il remake di Guadagnino appena arriverà nelle sale italiane. Ciò che è certo è l’indiscutibile valore di questa colonna sonora, capace di ammaliare anche senza la visione del film (effetto sono sicuro eccezionale) e rappresentante l’apice creativo di Thom in versione solista.

Tracklist:

  1. A Storm That Took Everything
  2. The Hooks
  3. Susperium
  4. Belongings Thrown In The River
  5. Has Ended
  6. Klemperer Walks
  7. Open Again
  8. Sabbath Incantation
  9. The Inevitable Pull
  10. Olga’s Destruction (Volk Tape)
  11. The Conjuring Of Anke
  12. A Light Green
  13. Unmade
  14. The Jumps
  15. Volk
  16. The Universe is Indifferent
  17. The Balance of Things
  18. A Soft Hand Across Your Face
  19. Suspiririum Finale
  20. A Choir Of One
  21. Synthesiser Speaks
  22. The Room of Compartments
  23. An Auditorium
  24. Voiceless Terror
  25. The Epilogue


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