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Afar Combo – Majid (Music Force/Toks Records, 2018) di Giuseppe Grieco

Gli Afar Combo sono un quartetto italiano a cui, immagino, l’attività del viaggiare deve piacere molto. Lo si capisce già dal nome, rimandante all’Africa e alle popolazioni nomadi che la attraversano. Lo spirito del gruppo è quello di una costante ricerca e fraternizzazione con l’altro, il diverso. Majid è l’attuazione di questo peregrinare spirituale alla ricerca di altre culture. A differenza del primo omonimo album del gruppo, un disco jazz rientrante nei canoni classici del genere, Majid spazia moltissimo dal suo punto di partenza, che rimane sempre il jazz, solo stavolta libero dalle catene dei canoni formali, cosa che…

Score

ARTWORK
POTENZIALITA'
CONCEPT

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Gli Afar Combo sono un quartetto italiano a cui, immagino, l’attività del viaggiare deve piacere molto. Lo si capisce già dal nome, rimandante all’Africa e alle popolazioni nomadi che la attraversano. Lo spirito del gruppo è quello di una costante ricerca e fraternizzazione con l’altro, il diverso.

Majid è l’attuazione di questo peregrinare spirituale alla ricerca di altre culture. A differenza del primo omonimo album del gruppo, un disco jazz rientrante nei canoni classici del genere, Majid spazia moltissimo dal suo punto di partenza, che rimane sempre il jazz, solo stavolta libero dalle catene dei canoni formali, cosa che li accomuna ai loro compagni di etichetta Parco Lambro, viaggio spiccatamente culturale a parte.

Si può considerare questo secondo disco come una spugna, che assorbe ed assimila ogni tipo di influenza con cui entra in contatto. Si è già citata l’influenza della cultura africana, ma non ci si ferma a quel territorio, bensì si giunge a toccare la vecchia America dei bluesman, la concitazione dei paesi dell’Est Europa, un viaggio a tutto tondo che fa tesoro di ogni stile culturale.

Si potrebbe temere a questo punto che la carne al fuoco sia troppa per poterla gestire, e invece i nostri stupiscono favorevolmente con un perfetto bilanciamento musicale, in cui le varie tendenze non entrano in contrasto ma si uniscono alla perfezione, con delicatezza e gusto molto raffinati.

Il risultato è un disco vivace e ricco di colori accesi (si guardi la copertina e in generale l’artwork, perfettamente rispecchianti l’allegria delle composizioni), in cui tracce trascinanti e liete come Rokia e Ferrage si accompagnano felicemente con altre più sognanti e riflessive, come Bulga Bulga e Paesaggio.

Gli Afar Combo si uniscono con questo eccellente risultato a quella schiera di artisti che, come i nostrani Maistah Aphrica, Guardano alle altre culture con produttivo interesse, approcciandovisi tramite un’anima jazz che ci rapisce e ci illumina con le sue trame solari e spensierate.

Tracklist:

  1. Rokia
  2. In fila
  3. Paesaggio
  4. Detto al mare
  5. L’oracolo
  6. Majid
  7. Barca a vela
  8. Ferrage
  9. Bulga bulga


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