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Beirut – Gallipoli (4AD, 2019) di Giuseppe Grieco

Gli americani Beirut, capitanati sempre da Zachary Francis Condon, continuano il loro viaggio in giro per il mondo, alla ricerca di nuovi influssi culturali ed esotiche tradizioni. E stavolta l’approdo coincide con l’Italia, precisamente nella cittadina pugliese Gallipoli. In realtà, il disco ha visto nascere le sue prime bozze a New York, dove Condon si è fatto spedire l’organo Farfisa che prima stava a casa dei genitori a Santa Fe. Lo stesso organo su cui sono state incise gran parte delle partiture di Gulag Orkestar e The Flying Club Cup. L’artista si è poi trasferito a Berlino, dove trova…

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Gli americani Beirut, capitanati sempre da Zachary Francis Condon, continuano il loro viaggio in giro per il mondo, alla ricerca di nuovi influssi culturali ed esotiche tradizioni. E stavolta l’approdo coincide con l’Italia, precisamente nella cittadina pugliese Gallipoli.

In realtà, il disco ha visto nascere le sue prime bozze a New York, dove Condon si è fatto spedire l’organo Farfisa che prima stava a casa dei genitori a Santa Fe. Lo stesso organo su cui sono state incise gran parte delle partiture di Gulag Orkestar e The Flying Club Cup. L’artista si è poi trasferito a Berlino, dove trova una maggior respiro culturale. Infine, grazie al bassista Paul Collins, tutta la band approda al Sudestudio in Puglia.

Qui la band si cala anima e corpo nella creazione del nuovo album, che porta il nome della località che lo vede crescere. Gallipoli è un ritorno al passato con uno sguardo rivolto al futuro: ritornano le melodie marcatamente lo-fi, ma rimane la maturità di No no no e soprattutto Santa Fe. La riuscita di ciò è data anche dalla maggior partecipazione del frontman, più presente sia fisicamente che spiritualmente rispetto alla creazione del penultimo album.

When I Die si apre con un suono che pare provenire da lontano, da un ricordo recondito. Tutto Gallipoli è permeato da questo sentimento nostalgico al nero di seppia, contaminato prepotentemente dalla cultura pugliese. Il brano Gallipoli, ad esempio, è stato scritto di getto dopo che i nostri hanno assistito ad una processione per la festa patronale della cittadina. Il clima torrido del sud Italia permea tutte le tracce, dalla lunga suite folk Gauze Für Zah al secondo singolo estratto, Landslide, passando poi per gli sporadici episodi strumentali.

Appassionata ode all’Italia e alla sua sanguigna cultura, Gallipoli è un gradito ritorno dei Beirut, ritornati in forma dopo il mezzo passo falso del precedente album.

Tracklist:

01. When I Die
02. Gallipoli
03. Varieties of Exile
04. On Mainau Island
05. I Giardini
06. Gauze für Zah
07. Corfu
08. Landslide
09. Family Curse
10. Light in the Atoll
11. We Never Lived Here
12. Fin


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