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Sharon Van Etten – Remind Me Tomorrow (Jagjaguwar, 2019) di Giuseppe Grieco

E finalmente, la luce. Dall’inizio fino a Are We There del 2014, la vita di Sharon Van Etten è stata piagata da una relazione amorosa malsana, tale triste fattore aveva pesantemente influenzato la scrittura dei dischi, rendendoli ciò che sono e facendoceli apprezzare. L’ultimo periodo ha però segnato una svolta, finalmente in positivo. La Etten ha iniziato gli studi di psicologia al Brooklyn College, è entrata in una relazione amorosa con Zeke Hutchins, suo batterista diventato poi suo manager, ha partecipato ad alcune serie televisive (tra cui l’importantissima Twin Peaks) e, soprattutto, è diventata madre. L’aver avuto un bambino…

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E finalmente, la luce.

Dall’inizio fino a Are We There del 2014, la vita di Sharon Van Etten è stata piagata da una relazione amorosa malsana, tale triste fattore aveva pesantemente influenzato la scrittura dei dischi, rendendoli ciò che sono e facendoceli apprezzare.

L’ultimo periodo ha però segnato una svolta, finalmente in positivo. La Etten ha iniziato gli studi di psicologia al Brooklyn College, è entrata in una relazione amorosa con Zeke Hutchins, suo batterista diventato poi suo manager, ha partecipato ad alcune serie televisive (tra cui l’importantissima Twin Peaks) e, soprattutto, è diventata madre.

L’aver avuto un bambino è quello che in particolar modo ha influenzato la stesura di Remind Me Tomorrow, donandogli una bella luce autunnale. Inizialmente scritto solo su pianoforte, l’album è stato poi prodotto e riarrangiato dal sapiente John Congleton (nome legato a personalità come St. Vincent, Angel Olsen, Anna Calvi, Explosions In The Sky), la cui mano ha dato all’intero lavoro un suono ricercatamente vicino al lo-fi.

Abbandonate le ballate country degli esordi, è la giusta miscela tra alternative rock e dolce elettronica ad essere a fondamento dei brani, che si presentano sempre complessi e stratificati. Il pianoforte e il synth aprono il disco in I Told You Everything, prima della pacata esplosione delle percussioni. L’equilibrio sonoro è sempre ben riuscito, sia che viri più sul lato elettronico (Jupiter 4, Hands) o quello rock (Comeback Kid, Malibu), e riesce a donarci momenti molto alti, che personalmente riconosco in No One’s Easy To Love e You Shadow. L’unico pezzo debole a mio avviso è Memorial Day, che con le sue sonorità allucinate male si integra con il resto. Per in nostalgici poi è presente Seventeen, brano sull’adolescenza della cantante e richiamante la discografia passata.

Remind Me Tomorrow è un album di svolta, e alle svolte bisogna abituarvici, soprattutto se si è seguita Sharon Van Etten sin dai suoi esordi. Una volta compreso il cambio di rotta, è difficile non notare la bontà di quest’ultimo disco, in cui l’artista sembra dopo tante lotte aver trovato la pace.

Tracklist:

  1. I Told You Everything
  2. No One’s Easy To Love
  3. Memorial Day
  4. Comeback Kid
  5. Jupiter 4
  6. Seventeen
  7. Malibu
  8. You Shadow
  9. Hands
  10. Stay


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