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Sonic Jesus – Memories (Sonic Jesus, 2018) di Giuseppe Grieco

Dopo due dischi e l’ultimo EP Dead Man/Transpose, i Sonic Jesus decidono di ritornare al passato per un breve capolino. La band culto capitanata dall’inossidabile Tiziano Veronese, amata in patria e all’estero per i suoi album e le sue energiche performance live, recupera del materiale risalente al periodo compreso tra il 2010 e il 2015, coincidente con quello della prima formazione del gruppo. Vi si riconoscono molti degli elementi che hanno portato alla nascita di Neither Virtue Nor Anger, il primo mastodontico album del gruppo, considerato a pieno merito una perla post-punk affogata in un mare di psichedelia. Ma…

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Dopo due dischi e l’ultimo EP Dead Man/Transpose, i Sonic Jesus decidono di ritornare al passato per un breve capolino.

La band culto capitanata dall’inossidabile Tiziano Veronese, amata in patria e all’estero per i suoi album e le sue energiche performance live, recupera del materiale risalente al periodo compreso tra il 2010 e il 2015, coincidente con quello della prima formazione del gruppo.

Vi si riconoscono molti degli elementi che hanno portato alla nascita di Neither Virtue Nor Anger, il primo mastodontico album del gruppo, considerato a pieno merito una perla post-punk affogata in un mare di psichedelia. Ma non solo, Memories è una testimonianza impostante anche perché mostra i vari cambiamenti stilistici che la band ha attraversato nel suo continuo percorso di sperimentazione e innovazione.

All’avvio del disco, ci assale prepotente un senso di polverosa malinconia. Spectrum Visionary è una traccia d’apertura ovattata, rigorosamente lo-fi come spesso i nostri ci hanno abituato. La setlist è molto variegata, si va dalla versione originale di Reich, oramai un grande classico, ad episodi più fermi e drammatici (Town, I’m Here), ideali per i momenti introspettivi. Dance of the Sun e Monks sono un incredibile richiamo agli anni Settanta, The Klas con le sue saette sintetiche richiama al secondo album Grace. Love Again chiude il disco in maniera lisergica, tenendo alto il senso di familiarità con il sound ormai riconoscibile della band italiana.

Memories va oltre il mero compito di compilation autocelebrativa, è un’opera viva che ha molto da dire, sul quel che è stato e su quel che, speriamo tra non moltissimo, sarà.

Tracklist:

  1. Spectrum Visionary
  2. Dance Of The Sun
  3. Reich (original)
  4. Town
  5. Whiskey Train
  6. Noah
  7. I’m Here
  8. The Klas
  9. Heaven
  10. Khullam
  11. Monks
  12. Cartaxo
  13. Love Again


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