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Nero Kane – Love In A Dying World (American Primitive, 2018) di Giuseppe Grieco

Immaginate il nostro bel pianeta ridotto a un’immensa sfera desertica, e immaginate in questo scenario un solo viandante solitario (idea molto vicina a Trigun, ammetto). Ecco, probabilmente avete rappresentato nella vostra mente proprio Nero Kane, nome reale Marco Mezzadri, che canta di quel mondo torrido con Love In A Dying World. Nonostante sia già uscito un album pubblicato da Marco (Lust Soul firmato NERO), Love In A Dying World è considerato a tutti gli effetti un album di debutto, stavolta appunto del moniker Nero Kane. Il disco è stato registrato e prodotto presso Valley Recording Company a Los Angeles…

Score

ARTWORK
POTENZIALITA'
CONCEPT

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Immaginate il nostro bel pianeta ridotto a un’immensa sfera desertica, e immaginate in questo scenario un solo viandante solitario (idea molto vicina a Trigun, ammetto). Ecco, probabilmente avete rappresentato nella vostra mente proprio Nero Kane, nome reale Marco Mezzadri, che canta di quel mondo torrido con Love In A Dying World.

Nonostante sia già uscito un album pubblicato da Marco (Lust Soul firmato NERO), Love In A Dying World è considerato a tutti gli effetti un album di debutto, stavolta appunto del moniker Nero Kane. Il disco è stato registrato e prodotto presso Valley Recording Company a Los Angeles da Joe Cardamone (The Icarus Line, Holy War), che ha collaborato tra gli altri con Jesus and Mary Chain, The Cult, The Stooges e Warren Ellis.

Questo è uno di quegli album che viene difficile credere un esordio, tanto ne è alto il livello. La maturità dell’opera è infatti davvero notevole, degna dei musicisti più navigati. Nero fa affidamento principalmente sulla sua amata chitarra, compagna di avventure e solitudini, i pochi altri strumenti che compaiono nel disco sono ridotti nella loro massima essenzialità.

Il paesaggio desertico in cui Nero si muove è perfettamente rappresentato dalle sonorità a cavallo tra il folk, il blues più acido e il desert rock, il tutto sorretto da una voce azzeccata come poche, chiara e profonda, ricca di espressività. Amore, morte, decadenza e solitudine sono le tematiche affrontate in Love in A Dying World con una vena poetica e spirituale. A proposito di spiritualità, due brani dell’album (Now The Day Is Over e Because I Knew Not When My Life Was Good) sono stati ispirati da un libro di inni sacri della Chiesa Presbiteriana Americana (The Hymnbook, 1955), acquistato in un negozio di oggetti usati in una cittadina presso Joshua Tree durante un viaggio di Nero attraverso la California. Tutti i dieci pezzi contenuti nel disco si incastrano perfettamente tra loro, segno dell’ottima realizzazione del concept e, se ad un ascoltatore poco attento possono sembrare simili tra loro, in realtà ognuno di essi contiene sfumature che conferiscono un’ampia gamma di differenziazione.

Come ultima lode c’è da dire inoltre che Love In A Dying World non è solo un album, ma anche un film sperimentale con regia di Samantha Stella girato durante il viaggio con Nero Kane attraverso i paesaggi desertici e solitari della California. Il film è stato presentato in musei e gallerie di arte contemporanea a partire da ottobre 2018. Potete vedere il capitolo 1 e i seguenti qui.

Tracklist:

1) Black Crows
2) Desert Soul
3) Living on the Edge of the Night
4) I put a spell on you
5) Now the day is over
6) Beacuase i knew not when my life was good
7) Dream Dream
8) Eleonor
9) So Sad
10) Love in Dying World


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