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Wilderness – I’m Not Here (MiaCameretta Records, 2019) di Giuseppe Grieco

Nonostante quel che si possa pensare, i Wilderness non provengono dall’Inghilterra, bensì dalla provincia di Frosinone. Eppure, tralasciando questa lunga distanza, alla band appartengono le atmosfere piovigginose e grigie del territorio britannico. I quattro ragazzi che formano il gruppo sono Emanuele Tanzi, Gianluigi Rocchi, Dimitri Petrucci e Maurizio Tomaselli. Prendendo a piene mani dal calderone del revival post-punk e della new wave, i nostri hanno prima esordito con Light After The First Dive, ed ora ritornano con I'm Not Here, licenziato via MiaCameretta Records. Come i Be Forest ed altre realtà italiane, i Wilderness decidono di esprimersi in lingua…

Score

ARTWORK
POTENZIALITA'
CONCEPT

Voto Utenti : 3.8 ( 3 voti)
Nonostante quel che si possa pensare, i Wilderness non provengono dall’Inghilterra, bensì dalla provincia di Frosinone. Eppure, tralasciando questa lunga distanza, alla band appartengono le atmosfere piovigginose e grigie del territorio britannico.

I quattro ragazzi che formano il gruppo sono Emanuele Tanzi, Gianluigi Rocchi, Dimitri Petrucci e Maurizio Tomaselli. Prendendo a piene mani dal calderone del revival post-punk e della new wave, i nostri hanno prima esordito con Light After The First Dive, ed ora ritornano con I’m Not Here, licenziato via MiaCameretta Records.

Come i Be Forest ed altre realtà italiane, i Wilderness decidono di esprimersi in lingua inglese. Un altro punto di somiglianza con il gruppo precedente è il tagliente muro shoegaze creato dalle chitarre che creano straniamento.

Mentre però i Be Forest puntano alla creazione di atmosfere ovattate e vagamente inquietanti, nel complesso qui preso in esame ad essere inquieta è l’anima di Emanuele, che con la sua voce matura e profonda narra una storia divisa in undici episodi, in cui la ruvidezza delle chitarre è accompagnata dal passo sepolcrale della batteria e dalla freddezza del basso.

Questi elementi non impediscono a I’m Not Here di essere un album godibile dall’utente abituato alla musica pop, grazie a una forte corrente parallela che oscilla tra il rock alternativo e il pop rock. La poca originalità dell’idea di fondo è quindi colmata dalla corretta esecuzione del lavoro, che saprà farsi apprezzare dai nostalgici del post-punk e anche da qualche altro tipo di ascoltatore alla ricerca di nuove uscite.

Tracklist:

1. I’m Not Here
2. Weird Boys Don’t Go To Sleep
3. All The Roads You See
4. Haiku
5. For When You Run
6. The Sea Is My Brother
7. Red Ocean
8. October
9. Copenaghen
10. Youth #2
11. Bon Voyage Mr. Banana


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