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Dheiti – Rebirth (Autoproduzione, 2019) di Giuseppe Grieco

La primavera è da sempre un periodo molto particolare, col suo essere a cavallo tra il rigido inverno e l’estate afosa è un punto d’equilibrio perfetto. Lo sa bene Gemma Conforti, cantante, pianista e autrice calabrese che, sotto il moniker di Dheiti, ha scelto di pubblicare il suo EP d’esordio proprio il 21 marzo. Come ha ella stessa dichiarato: “La scelta di far uscire l’EP il 21 marzo non è ovviamente casuale. La data d’inizio della primavera – stagione della rinascita, della rifioritura, del vitalismo, in cui tutte le forze sopite durante l’inverno finalmente si scatenano, risvegliando ogni cosa,…

Score

ARTWORK
POTENZIALITA'
CONCEPT

Voto Utenti : 3.55 ( 1 voti)
La primavera è da sempre un periodo molto particolare, col suo essere a cavallo tra il rigido inverno e l’estate afosa è un punto d’equilibrio perfetto.

Lo sa bene Gemma Conforti, cantante, pianista e autrice calabrese che, sotto il moniker di Dheiti, ha scelto di pubblicare il suo EP d’esordio proprio il 21 marzo. Come ha ella stessa dichiarato: “La scelta di far uscire l’EP il 21 marzo non è ovviamente casuale. La data d’inizio della primavera – stagione della rinascita, della rifioritura, del vitalismo, in cui tutte le forze sopite durante l’inverno finalmente si scatenano, risvegliando ogni cosa, richiamando all’amore, all’azione, alla comunicazione – mi sembrava perfetta per un lancio, poiché evoca molti elementi e significati presenti nel disco, non per nulla intitolato Rebirth. Si tratta senza dubbio di una rinascita musicale, perché questo è il mio primo lavoro da solista, ma soprattutto di una rinascita personale, che coinvolge tutti gli aspetti della mia vita: mi sento infatti in un momento chiave, in un periodo di profondo rinnovamento. Rebirth è sì un disco che parla di primavera, però scritto in pieno inverno. È come se ne parlasse dal punto di vista dell’inverno. Ha quel non so che di chiaroscuro, di contrasto che m’attrae molto. Non è la celebrazione di una primavera vissuta ma l’evocazione di una primavera attesa, sperata, gustata a un livello immaginativo”.

Come si può notare, vi è un’idea chiara che collega l’opera e il periodo in cui vede la luce. Il tema della rinascita e del cambiamento che porta ad una sorta di rivoluzione interiore è il perno di Rebirth, che nelle sue quattro tracce dimostra l’ecletticità dell’artista. Si va dal pop al funk rock, passando per intime ballate e vaghi accenni alla bossa nova.

Sin dall’inizio si rimane ipnotizzati, grazie alla traccia di apertura, Loser, che vanta un giro di basso irresistibile e che dimostra in modo netto le doti canore di Gemma, che possiede una voce nera ed avvolgente. Dopo l’energia del brano d’apertura, ecco arrivare il momento introspettivo, coincidente con Feel e con il suo pianoforte malinconico che regge tutto il pezzo. Ma la mestizia fugge via, cacciata dall’energico ritmo funk di A Long Walk, travolgente e vitale cover di Jill Scott. Chiude il lavoro Bud In Bloom, che riesce a creare un climax emotivo che richiama alla mente quasi un’immagine femminile eroica.

La qualità di Rebirth non può essere messa in dubbio, così come le doti di Dheiti, e questo EP è un perfetto trampolino di lancio. Attendiamo con ansia il prossimo disco.

Tracklist:

  1. Loser
  2. Feel
  3. A Long Walk
  4. Bud In Bloom


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