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Empty Chalice – Mother Destruction (Toten Schwan Records, 2019) di Giuseppe Grieco

Dietro Empty Chalice si nasconde Antonie A. Antonie, navigatore ormai esperto nel panorama industrial e dark ambient. Mother Destruction è la sua ultima fatica ed esce per Toten Schwan Records, etichetta italiana che sempre più si sta ritagliando un posto di primo piano nella pubblicazione di questo tipo di musica torbida. Viene spontaneo pensare ad un altro album della label, Quod Est Inferius dei cameraoscura, che con il disco qui preso in esame ha diversi spunti simili. Dove però in Quod Est Inferius a regnare imperante era un odio cieco e dilagante, qui in Mother Destruction la tematica è…

Score

ARTWORK
POTENZIALITA'
CONCEPT

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Dietro Empty Chalice si nasconde Antonie A. Antonie, navigatore ormai esperto nel panorama industrial e dark ambient.

Mother Destruction è la sua ultima fatica ed esce per Toten Schwan Records, etichetta italiana che sempre più si sta ritagliando un posto di primo piano nella pubblicazione di questo tipo di musica torbida.

Viene spontaneo pensare ad un altro album della label, Quod Est Inferius dei cameraoscura, che con il disco qui preso in esame ha diversi spunti simili. Dove però in Quod Est Inferius a regnare imperante era un odio cieco e dilagante, qui in Mother Destruction la tematica è un’altra, seppure altrettanto drammatica.

L’artista dedica la sua opera a tutti coloro che hanno perso la strada e che con il sacrificio e le cicatrici, stanno ripercorrendo il percorso della più antica favola: il ritorno a casa. Vi è una sorta di speranza di fondo, poiché la riuscita di questa difficile impresa è possibile, oltreché auspicabile.

I ruvidi tratti industrial sono stavolta smussati e rielaborati, e si tramutano in rintocchi sinistri e strappi nel tessuto elettronico, secondo la modalità della musica glitch. L’iniziale Unholy Light si apre tra sinistre vibrazioni e tetri echi, cedendo il passo a Treblinka’s Snow, che vede la partecipazione di Thyme Nord dei Rare Form alla voce.

Rest in Pain avanza sbilencamente, tra percussioni claudicanti e litanie lamentose, mentre Qua Resurget Ex Favilla si tramuta via via in una sorta di noise sacrale. Il viaggio è terminato, e l’ultimo step è Mother Destruction, che con il suo incedere lento e pachidermico sancisce la fine dei nostri tribolamenti, in un modo o nell’altro.

Al contrario dell’altro disco preso come paragone, nell’ultima opera di Empty Chalice vi è una debole luce in fondo al tunnel: il ritorno a casa è sempre difficile, ma la redenzione è possibile.

Tracklist:

  1. Unholy Light
  2. Treblinka’s Snow
  3. Rest in Pain
  4. Qua Resurget Ex Favilla
  5. Mother Destruction


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