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Franky’s Head – Minimi Mezzi Massima Resa – (Autoprodotto, 2019) di Luca Scarfidi

La protesta sociale è un tema che ha abbandonato la musica italiana ormai da troppo tempo. Cosi come i riff di chitarra, i testi a connotazione fortemente politica sono scivolati nelle classifiche mainstream fino a diventare materia quasi esclusiva della scena underground e centri sociali. Male. Tuttavia il 2019 potrebbe essere un anno di rinascita e forse non è assolutamente un caso visto le attuali politiche governative delle quali generalmente non si dovrebbe parlare in contesto editoriale, ma lasciatemi almeno dire che quando il governo lascia indietro persone e valori, allora la protesta (a mezzo musica in questo caso) diventa centrale e fondamentale. Si parlava di anno di rinascita. Recentemente il ritorno dei Linea77 ha fatto da apripista. In questo contesto i Franky’s Head si inseriscono in maniera più che adatta. Il loro Minimi Mezzi Massima Resa è un album arrabbiato, tagliente. Riff di memoria Morelliana (Rage Agains the Machine) si intrecciano in maniera intelligente ai testi di Valerio Ananse Simone di cui abbiamo già trattato. E’ una formula che funziona e funziona ancora meglio in contesto Live. I Franky’s Head si fanno dunque portavoce di una rabbia che cresce più o meno consciamente nel tessuto sociale. Di grande rilievo i featuring presenti nell’album: si passa da un brano al tritolo insieme a Sillamandria, agli scratch di Clas K. fino alla poesia toccante di Er Pinto, noto poeta attivo nel quartiere romano Trullo. Minimi Mezzi Massima Resa segna un importante passo avanti per la band romana dopo l’uscita di Francamente (2016). Questo disco si fa notare e fa arrabbiare.

Tracklist:

  1. Subito
  2. Suono Libero
  3. Massima Resa
  4. Minimi Mezzi (ft Er Pinto)
  5. Manifesta
  6. Formazione Tritolo (ft SillaMandria)
  7. Fuori dai miei guai
  8. Squarci (ft Clas K)
  9. Corri via


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