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Tritonica – Disforia (Autoproduzione, 2018) di Giuseppe Grieco

I Tritonica vedono la luce nel 2016 sul fertile territorio universitario, dove tre studenti si incontrano e vengono legati dalla comune passione per la musica, in particolare per quella sfera torbida legata sludge/grunge, stoner e progressive rock/metal. I nostri ragazzi sono Nicola Di Lisa (batteria), Andrea El Khaloufi (chitarra) e Alfredo Rossi (basso), tutti e tre si cimentano anche nel ruolo di cantanti, il gruppo ha così inizio. A proposito del nome, questo rimanda quella che in musica viene definita la "quarta aumentata o quinta diminuita", o comunemente come accordo composto da due note qualsiasi distanti tre toni. Il…

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I Tritonica vedono la luce nel 2016 sul fertile territorio universitario, dove tre studenti si incontrano e vengono legati dalla comune passione per la musica, in particolare per quella sfera torbida legata sludge/grunge, stoner e progressive rock/metal.

I nostri ragazzi sono Nicola Di Lisa (batteria), Andrea El Khaloufi (chitarra) e Alfredo Rossi (basso), tutti e tre si cimentano anche nel ruolo di cantanti, il gruppo ha così inizio. A proposito del nome, questo rimanda quella che in musica viene definita la “quarta aumentata o quinta diminuita“, o comunemente come accordo composto da due note qualsiasi distanti tre toni.

Il gruppo comincia a farsi sentire nelle varie serate romane e non (da menzionare l’esperienza come gruppo spalla per i Marlene Kuntz a Giulianova), e nel 2017 viene pubblicato il primo EP Tritonica. Nel settembre dello stesso anno iniziano i lavori incentrati sul disco di debutto, intitolato col nome Disforia, quanto mai esplicativo.

Il full-length esce il 9 ottobre 2018, e già qui si intravede il forte intreccio di rimandi culturali/filosofici di cui i Tritonica fanno ampio uso per veicolare il loro messaggio. I più attenti ricorderanno che la data coincide con un tragico evento molto conosciuto, noto ai più come il disastro del Vajont, avvenuto la sera del 9 ottobre 1963. Anche l’artwork del disco colpisce immediatamente, una tela su cui vari colori cupi sono riportati con pennellate dalla chiara violenza e pressione.

Si è capito quindi che Disforia non è un album leggero, semmai il contrario. Caos, rabbia, odio e disperazione sono qui sondati con un tocco tecnico e quanto mai personale, che colpisce nel segno. Nelle undici tracce presenti nell’opera si sentono le influenze di gruppi come Tool, Opeth, Alice in Chains, Kyuss, echi che riecheggiano anche negli intermezzi del disco, nati dall’improvvisazione in studio.

Il terrore incombente e l’ansia della realtà sono le colonne portanti del disco, dall’iniziale al-Ghazālī, rimandante al teologo e filosofo mistico persiano, ad Alchimia del Fato, una riflessione sul sé e sulla contrapposizione alla società. Tra una retrocessione storica vista come malattia (Coagula) e esplosioni di furia cieca (Manjala) e presa di coscienza della pericolosità del passato (Jimi), si arriva alla fine del viaggio, coincidente con l’accettazione in Mimonesis, esaltazione prima della completa sopraffazione del sentimento disforico.

Difficile, doloroso e particolarmente ermetico, il cammino di Disforia non è adatto ai deboli di cuore, ma chiunque sia pronto a cimentarsi con i demoni oscuri dei nostri tempi troverà nei Tritonica dei fedeli e navigati compagni di viaggio.

Tracklist:

1. al-Ghazali
2. Manjala
3. Zags in Bb
4. Alchimia del fato
5. Cronotopica
6. Coagula
7. Jimi
8. Semiramis
9. Semiramide
10. Solve
11. Mimonesis


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