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Amon Amarth – Berserker (Metal Blade Records, 2019) di Alessandro Magister

Ormai lontani anni luce dal death metal delle origini, con buona pace di una fetta dei fan, gli Amon Amarth giungono all'undicesimo capitolo di una carriera che, svolte stilistiche a parte, li ha consacrati come una delle metal band più affermate degli ultimi anni. Parliamo di una band che macina successi, vende a strafottere e va in tour a collezionare sold out. What could possibly go wrong con questo Berserker? Nulla. A patto di mantenere inalterata la formula che li ha portati dalle origini death a sonorità più heavy metal e melodiche. Quella formula il cui successo è facilmente misurabile: prendete un…

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Ormai lontani anni luce dal death metal delle origini, con buona pace di una fetta dei fan, gli Amon Amarth giungono all’undicesimo capitolo di una carriera che, svolte stilistiche a parte, li ha consacrati come una delle metal band più affermate degli ultimi anni. Parliamo di una band che macina successi, vende a strafottere e va in tour a collezionare sold out.

What could possibly go wrong con questo Berserker? Nulla. A patto di mantenere inalterata la formula che li ha portati dalle origini death a sonorità più heavy metal e melodiche. Quella formula il cui successo è facilmente misurabile: prendete un cd degli Amon Amarth, inseritelo nel lettore e ascoltate per almeno 30 minuti. Se, terminato l’ascolto, non vi viene voglia di indossare l’elmo e andare a distruggere e saccheggiare qualche villaggio, il disco non è all’altezza. È facilmente pronosticabile il riscontro che otterrà questa undicesima fatica della band svedese, capace di azzeccare ogni mossa proprio perché, una volta che ascolti una loro canzone, non potresti confonderli con nessun’altra band e ogni album sembra la perfetta prosecuzione dell’ultimo brano del predecessore.

Unico elemento distintivo di questo Berserker sembra la durata, dato che Hegg e soci si distaccano dalla canonica durata di 45 minuti per regalarci altri quindici minuti di metal vichingo. È un bene? Nì. Terminata la ottima Raven’s Flight, il livello qualitativo sembra appiattirsi, con l’ovvio risultato di spingere l’ascoltatore a restare fossilizzato sulla prima validissima metà del disco. Peccato anche e soprattutto perché, con grande sorpresa di chi scrive, Wings of Eagles Into The Dark sono due ottimi brani e sono anche le ultime due tracce. Consiglio a tutti, quindi, di resistere e di non perdersi quelle due perle.

Altro elemento sorprendente è come i nostri giovanotti riescano ancora a trovare materiale attorno a cui costruire dei testi, senza rischiare di ripetersi stancamente. Se avete voglia di andare sul sicuro e vi serve una colonna sonora valida per litigare nel traffico o allenarvi come pazzi in palestra, Berserker fa per voi e per quelle centinaia di migliaia di persone che faranno la stessa scelta e affolleranno i live del quintetto svedese. Massiccio.

Tracklist:

  1. Fafner’s Gold
  2. Crack The Sky
  3. Mjolner, Hammer Of Thor
  4. Shield Wall
  5. Valkyria
  6. Raven’s Flight
  7. Ironside
  8. The Berserker At Stamford Bridge
  9. When Once Again We Can Set Our Sails
  10. Skoll And Hati
  11. Wings Of Eagles
  12. Into The Dark


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