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Il DUbbio – Evoluzione (Autoproduzione, 2019) di Chiara Panella

Dalle ceneri di band alternative rock e post-rock prende vita il progetto de Il DUbbio, che abbandona la consueta strumentazione rock per piegare la tecnologia al supremo volere della musica, quest’ultima a sua volta divenuta trono su cui siede la regina letteratura. Punto focale di Evoluzione, primo disco nato da questo nuovo progetto, sono infatti proprio i testi, che non seguono necessariamente una metrica ma piuttosto seguono un’idea, raccontando esperienze vissute o pensieri e riflessioni sull’era moderna. La tecnologia con cui è stato costruito il tutto , invece, oltre alla strumentazione elettronica (e soprattutto i consueti synth), è costituita…

Score

ARTWORK
POTENZIALITA'
CONCEPT

Voto Utenti : 1.38 ( 5 voti)
Dalle ceneri di band alternative rock e post-rock prende vita il progetto de Il DUbbio, che abbandona la consueta strumentazione rock per piegare la tecnologia al supremo volere della musica, quest’ultima a sua volta divenuta trono su cui siede la regina letteratura. Punto focale di Evoluzione, primo disco nato da questo nuovo progetto, sono infatti proprio i testi, che non seguono necessariamente una metrica ma piuttosto seguono un’idea, raccontando esperienze vissute o pensieri e riflessioni sull’era moderna. La tecnologia con cui è stato costruito il tutto , invece, oltre alla strumentazione elettronica (e soprattutto i consueti synth), è costituita semplicemente da un iPad con cui il combo pugliese ha deciso di produrre e registrare l’intero lavoro.

Lo sguardo che Il DUbbio pone sul mondo è spesso disilluso ma complessivamente (anche grazie alla chiusura del disco con un brano dal titolo positivo come Sorriso) traspare una fioca luce in lontananza, come per dire che non tutto è perduto ma che per raggiungere il risultato di una sana “Evoluzione” è necessario “superare quell’asta mentale” (come recita il brano L’asta) per cercare “le radici” e cercare “la verità” (come è suggerito nel testo di Radici).

È vero, infatti, che “ormai siamo in mano a pochi ricchi che ci comandano, anche senza cervello ma ci comandano. Chi pensa ancora ormai è un fallito” (come recita il testo di Vecchio cinema, uno dei brani migliori del disco), ma è vero anche che “il bisogno di cercare qualcosa che ti renda vivo” (da Il bisogno) è forse proprio la chiave per liberarsi dalla schiavitù delle false ideologie.

Se si volesse etichettare musicalmente questo debut album si dovrebbe parlare di spoken word elettronico, con suggestioni figlie del trip-hop e un retrogusto cantautorale che si sviluppa non solo nelle ispirazioni dei testi ma anche nelle melodie dei synth, delle (poche) chitarre e del cantato melodico che si alterna con quello recitato.

La spontaneità con cui questo gruppo ha dato vita ad un lavoro originale e inconsueto fa dimenticare le piccole imperfezioni, che anzi acquistano un valore aggiunto, rendendo meno plastico e quindi ancor più sincero un disco che non vuol piacere a tutti e che si pone in maniera autentica, preferendo giungere a destinazione senza compromessi e senza piegarsi alle mode.

Probabilmente chi ama la letteratura, la poesia distopica e gli ascolti meno immediati avrà una marcia in più per comprendere fino in fondo questo lavoro, ma non si tratta comunque di un disco troppo ostico: basta lasciarsi andare e “superare quell’asta mentale”.

Tracklist:

  1. Giardino
  2. Conto i passi
  3. Vecchio cinema
  4. L`asta
  5. Radici
  6. L`Amerika
  7. Il bisogno
  8. LittlePG
  9. Evoluzione
  10. Giorgio
  11. Sorriso


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