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Intervista a Enrico Cerrato (Petrolio) per Relics Controsuoni, a cura di Giuseppe Grieco

Enrico Cerrato è divenuto in poco tempo una delle punte di diamante di quel nero movimento sotterraneo che è l’elettronica di matrice noise nostrana. Giuseppe Grieco ha avuto il piacere di fargli qualche domanda, in modo da mettere meglio a fuoco sia l’artista, sia il suo progetto musicale Petrolio. Ecco a voi l’intervista.

Ciao Enrico, siamo molto felici di averti qui su Relics! Puoi spiegarci la genesi del tuo progetto Petrolio, magari raccontandoci le tue esperienze musicali passate?

Ciao a tutti e grazie per l’interesse nei confronti di Petrolio. Il progetto è nato alla fine del 2015 quasi per gioco, in quanto nel corso delle mie precedenti esperienze ho cominciato ad appassionarmi alla sperimentazione elettronica e ad acquistare e autocostruire varie macchine e synth. Musicalmente nasco come bassista e cresco tra musica metal, hardcore ed industrial, general nere, quest’ultimo, in cui ho modo di utilizzare anche campionatori e sintetizzatori sia in studio che in ambito live.

Petrolio è un nome che risulta davvero molto incisivo, fissandosi nella mente istantaneamente. Come ti è nata l’idea?

Quando è nata l’idea di concretizzare il progetto, di non renderlo più solo un mero esperimento, cercavo un nome che identificasse un’idea di suono denso, oscuro e saturo; qualcosa di minerale e di radicato alla terra. Da qui l’idea del liquido oscuro e vischioso per eccellenza, il petrolio.

Il tuo primo disco Di Cosa Si Nasce ha avuto molto successo, anche all’estero. Ti aspettavi un tale risultato quando lo hai pubblicato, oppure è stata una sorpresa?

Essendo la prima uscita in assoluto non sapevo esattamente come sarebbe stata accolta..sapevo di aver scelto suoni ostici ma onesti, nel senso che rappresentavano perfettamente ciò che avevo nella testa e nel cuore. E devo dire che la prima sorpresa è stata l’accoglienza da parte delle etichette discografiche che in seguito hanno prodotto il disco.

Il tuo ultimo disco L+Esistenze ha visto la presenza di molte personalità dell’elettronica sperimentale, oltreché il coinvolgimento di diverse etichette per la sua pubblicazione. Come ti sei rapportato con questa serie di incontri?

Fin dall’inizio “L+Esistenze” è stato concepito per sommare “esistenze artistiche” differenti; non mi aspettavo che molte delle personalità che avevo contattato si interessassero al progetto in maniera così appassionata, tanto da avere tra le mani ben 12 tracce composte con artisti che ho sempre stimato ritenendoli dei riferimenti per l’evoluzione del suono di Petrolio.

I rapporti con gli altri musicisti sono stati di piena collaborazione e anche con le diverse etichette che hanno coprodotto il disco (alcune di loro avevano già prodotto “Di Cosa Si Nasce”) si è creato un rapporto di intesa che ha portato ad un importante supporto promozionale al nuovo album.

CD, vinile, digitale. Come stai vivendo il cambiamento del mercato musicale?

Io lo vivo in modo sinceramente confuso. Cerco di muovermi cogliendo le tendenze più attuali, anche se spesso ti trovi di fronte alle richieste più disparate.

Le tappe ed i vinili sono oggetti che attraggono molto, ma spesso molti mi chiedono il cd.

A mio gusto penso che l’elettronica sia per definizione più adatta al digitale, almeno nell’epoca moderna. Ma il mercato detta spesso le tendenze e anche la musica underground deve adeguarsi per riuscire a diffondersi capillarmente.

A quali artisti ti ispiri per comporre musica? Quali generi prediligi nei tuoi ascolti quotidiani?

Non ho riferimenti particolari. Mi piace tutto ciò che suona nuovo, fresco e sperimentale. E cerco di ispirarmi a questa idea di musica cercando soprattutto suoni e strutture che ritengo “diverse”, e che rappresentino perfettamente il mio mondo oscuro e onirico. Nei miei ascolti pur non avendo generi “prediletti” amo ascoltare Godflesh, Jesu, Ulver giusto per fare alcuni nomi..ma ascolto veramente di tutto, basta che rientri nelle mie core emozionali.

Cosa hai in serbo per noi in futuro?

Dall’uscita di “L+Es” ho lavorato ad una serie di date a supporto della sua promozione. A livello compositivo sto lavorando ad alcune collaborazioni tra cui uno split in collaborazione con l’artista giapponese Yuko Araki e WearandTear, un disco a quattro mani con il musicista ceco Instinct Primal e un nuovo progetto con un artista della scena “alternativa” a cui stiamo lavorando e che si chiamerà (H)OUR. Mi troverete live il 18 maggio al festival Hydra a Firenze e in una serie di festival estivi anche all’estero.


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