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INTERVISTA: RELICS incontra gli Oldthink.

Per la nostra sezione INTERVISTE, abbiamo avuto modo di incontrare a Roma gli Oldthink., talentuosa band dal sound pop-elettronico di recente uscita con il singolo Faith&Souls, sentiamo cosa ci hanno detto… Un excursus dalle loro origini fino ai progetti futuri:

– Ciao ragazzi, volete raccontarci come nascono gli Oldthink.

Ciao, certamente!  Prima di tutto però, vorremmo iniziare ringraziandovi per lo spazio che ci avete concesso qui su Relics. Ci siamo formati nel luglio 2013 in provincia di Roma, la formazione definitiva in realtà (eccetto per Lorenzo che è il cantante e fondatore), si è finita di formare nel 2015 con l’entrata di Davide Falso al basso, diciamo che tutti i cambiamenti di formazione ci sono stati prettamente per la mentalità di approccio alla musica dei singoli e/o a cambi nelle loro aspirazioni di vita. Alla fine però, tutto questo ci ha permesso di crescere musicalmente e di arrivare ad avere un album all’attivo “HUMANKIND” rilasciato nel 2015 e quello che presto arriverà dopo l’estate “THE MAN WHO CROSSED THE UNIVERSE”, che segna la chiusura di un ciclo e la nostra maturazione come gruppo.

– Orphan e Faith&Souls, i due singoli già in programmazione del vostro nuovo album in uscita, sono entrambi cantati in inglese. Perché questa scelta?

Ci piace molto il respiro internazionale dei nostri ascolti, viviamo in famiglie che ci hanno tirato su con artisti come Clapton, Rolling Stones, Pink Floyd, Led Zeppelin, Eagles, Deep Purple ecc., di conseguenza anche noi tre, successivamente, abbiamo continuato ad ascoltare maggiormente i gruppi esteri più che quelli nazionali, non escludiamo però, che tra i nostri ascolti sono presenti tuttora artisti come De André, PFM, Afterhours, Zen Circus, Litfiba, Diaframma e molti altri.  La scelta per questo disco è stata semplice, scriviamo e lavoriamo da sempre cercando di arrivare ad un panorama internazionale, è una lunga e difficile strada che però siamo felici di percorrere lavorando sodo.

– Le vostre canzoni presentano un sound tipicamente pop-elettronico, che conserva però un attitudine rock, quali sono le vostre fonti d’ispirazione?

Diciamo un po’ tutto il panorama musicale dove è frequente l’utilizzo di sintetizzatori e/o dell’elettronica più in generale.  Per citare alcuni dei nostri maggiori ascolti ad esempio troviamo i Radiohead o anche gli Alt-j, i Linkin Park, MGMT, Bring Me The Horizon, Tame Impala, Imagine Dragons, Pink Floyd e tantissimi altri.  Tutti questi artisti ci danno degli enormi insegnamenti sull’uso dell’elettronica, insegnamenti che cerchiamo di assorbire come spugne. In generale ci piace spaziare moltissimo negli ascolti, per poi arrivare ad una nostra interpretazione del concetto di musica, sia essa totalmente elettronica o ibrida.

– Personalmente, ascoltandovi, abbiamo subito pensato ai Muse… vi è certamente qualcosa nella vostra musica che richiama quella dalla grande band britannica. Non può rappresentare un limite improntare un sound così specifico? O vi è molto altro nella musica degli gli Oldthink.?

Per quanto possiamo stimare i Muse, crediamo che possa essere un po’ riduttivo associarci ad una band proveniente da un contesto storico-sociale molto differente e soprattutto da una diversa esperienza a livello umano.  

Esistono moltissimi gruppi che si muovono in uno stesso genere, sono nati negli stessi anni e hanno alcuni tratti musicali molto simili, ma ciò non è mai stato un limite. Questo disco che presto arriverà, aveva bisogno di ambienti ed atmosfere cupe perché parla di argomenti molto provanti e di esperienze molto pesanti, solo l’unione di tutti i nostri “ascolti” ci ha portato a questo risultato, non abbiamo lavorato pensando ad un gruppo in particolare, volevamo far confluire piccoli elementi del nostro bagaglio sia musicale che umano verso un unico scopo. Il nostro sound è particolarmente diverso da quello di altri gruppi Alternative e con questo non vogliamo dire di essere migliori o peggiori, ma semplicemente che siamo una band diversa con persone diverse.  Quello che è nei nostri dischi vuole solo essere la traduzione di un pensiero, la trasposizione di un ambiente e/o di un’esperienza sotto forma sonora, senza voler assomigliare a qualcosa o qualcuno in particolare.

– Il vostro obiettivo è il mercato italiano? Oppure, pensate che vi sia più spazio all’estero anche per una band promettente come la vostra?

Il nostro obiettivo è comunicare e vivere di musica, qualsiasi sia il mercato o lo spazio in cui riusciremo ad entrare sarà a prescindere un traguardo professionale ed artistico. Certamente il panorama internazionale è per noi un grande obiettivo che speriamo di raggiungere lavorando sempre al massimo.

– Abbiamo notato nelle vostre produzioni, una grande cura sia a livello musicale, sia per quanto riguarda la realizzazione dei video, della grafica, della comunicazione. Una cosa che riteniamo rara oggi come oggi, dove ci si affida di più all’improvvisazione e dove giovani artisti o giovani band in particolare, falliscono proprio  per la mancanza di programmazione e progettualità. Quanto è importante per voi controllare e curare ogni aspetto della produzione musicale?

E’ la cosa più importante insieme al contenuto di tutti i nostri lavori ed è anche la cosa più difficile da fare.  Non ci piace tralasciare i particolari. Sicuramente dobbiamo continuare a lavorare e migliorare, siamo totalmente indipendenti (tranne per la comunicazione a livello stampa per la quale ringraziamo Sonyca e per il Booking per il quale ringraziamo Alpha), abbiamo dovuto imparare ad utilizzare sistemi che fuoriescono dal ruolo del musicista, ormai non basta più solo saper suonare, bisogna cercare di essere artisticamente attivi a 360° e lo abbiamo capito solamente facendoci le ossa.  

Ci teniamo poi a dire che tutto il materiale sulle nostre pagine è frutto del nostro lavoro e anche di collaboratori aggiunti che hanno contribuito al materiale grafico di questo disco. Cogliamo l’occasione anche per ringraziare il nostro manager (e nostro primo fan), Fabio Raineri che si è dannato in questi anni per organizzare molti dei concerti che abbiamo fatto in passato ma soprattutto si è impegnato al massimo per aiutarci a trovare tutti quei contatti che ci stanno permettendo di far sapere chi siamo e che cosa facciamo, tutto questo solamente perché crede in noi e apprezza ciò che siamo come realtà musicale.

– Parlateci delle cose in cantiere… cosa dobbiamo attenderci dagli  Oldthink. nei prossimi mesi?…

Sicuramente un ultimo singolo e subito dopo l’album “The Man Who Crossed The Universe”, a chiusura di un lavoro quadriennale che ci ha permesso una maturazione in ogni ambito ed aspetto della nostra carriera musicale. Il gruppo inoltre a breve compirà sei anni e, cercando di rispettare in maniera ferrea la nostra programmazione, vorremmo riportare alla luce una di quelle canzoni scritte nel 2013 che è caduta nel dimenticatoio a causa di un progetto con un’etichetta indipendente poco seria. Poi il tour, anche qui ci piace mettere sempre uno “sperando” per il semplice fatto che ogni volta che abbiamo dato delle cose per certe poi sono sorti dei problemi. Quindi, sperando che tutto vada come previsto, in estate dovremmo fare un paio di date di pre-landing sia in Italia che in Grecia, per poi concludere con il release date del disco qui a Roma.  Da ottobre dovrebbe iniziare invece il vero tour sempre tra l’Italia e un altro paio di paesi europei, per ora attendiamo le conferme sugli accordi da parte del booking prima di fare qualsiasi annuncio di natura ufficiale. Infine cercheremo di ampliare un po’ la portata della nostra diffusione per continuare a sostenere tutti i lavori futuri che vorremmo creare e pubblicare.


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