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Maria w Horn – Kontrapoetik (Portals Editions, 2018) di Giuseppe Grieco

Qualcuno ha affermato che tendiamo, noi tutti, a tornare alle nostre radici. Giudizio azzardato, sembrerebbe, ma spesso è proprio così che le cose vanno a svilupparsi, con un ritorno alle origini. Si può in un certo qual modo applicare questo concetto a Maria W Horn, artista svedese classe 1989 che dalle sue origini ha tratto gli elementi fondanti di Kontrapoetik, il suo primo album in studio pubblicato in vinile e in digitale. Nata nella regione isolata di Ångermanland, ella ne ha trasposto una parte travagliata di storia su disco. Teatro di numerosi processi per stregoneria, il territorio nella seconda…

Score

ARTWORK
POTENZIALITA'
CONCEPT

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Qualcuno ha affermato che tendiamo, noi tutti, a tornare alle nostre radici. Giudizio azzardato, sembrerebbe, ma spesso è proprio così che le cose vanno a svilupparsi, con un ritorno alle origini.

Si può in un certo qual modo applicare questo concetto a Maria W Horn, artista svedese classe 1989 che dalle sue origini ha tratto gli elementi fondanti di Kontrapoetik, il suo primo album in studio pubblicato in vinile e in digitale. Nata nella regione isolata di Ångermanland, ella ne ha trasposto una parte travagliata di storia su disco. Teatro di numerosi processi per stregoneria, il territorio nella seconda metà del Seicento ha visto una terribile persecuzione riguardo il genere femminile, che ha portato all’ingiusta morte di molte sfortunate.

Antichi nastri magnetici di field recordings tratti dal museo artistico di Härnösand e vecchie composizioni pastorali sono qui rimaneggiate e miscelate con creazioni dell’artista per strumenti quali l’organo e sintetizzatori. Questa è l’anima dei sei brani di Kontrapoetik, mezzora di pagano fascino.

Il rintocco di Antropa apre il disco, portandolo su tracciati spirituali e rituali, che vanno via via contorcendosi e sformandosi nel proseguo della traccia e della successiva Stramonium, che con il suo organo ci accompagna esotericamente ad Ave. Questa è la traccia principale e la più lunga, dove la voce di un celebrante di una moderna setta satanica d’impronta femminista (a cui pare la Horn abbia partecipato) ci riporta indietro agli anni della caccia alle streghe.  Ångermanländska Bilder col suo noise dronico continua il tema esoterico, infine Inverts e Fides Minus concludono il ritratto di questa terra a noi sconosciuta, in cui la tenacia della vita si è scontrata con la crudeltà della morte più oscura.

Tracklist:

  1. Atropa
  2. Stramonium
  3. Ave
  4. ÅngermanländskaBilder
  5. Inverts
  6. Fides Minus


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