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Rammstein – Untitled (Universal, 2019) di Alessandro Magister

Negli ultimi anni ho avuto, mio malgrado, modo di assistere a come molte industrie, a partire da quella dei videogames per arrivare a quella musicale, sembrino spaventate dalla possibile reazione dei fan a una nuova pubblicazione. E allora giù di trailer, interviste, spoiler, singoli a raffica così da saggiare l'umore del pubblico e comportarsi di conseguenza. Personalmente detesto tutto ciò. Nulla vale quanto lo stato d'animo di attesa ansiosa, mista a preoccupazione, che si vive inserendo il disco nel lettore e andando avanti con una lenta scoperta del contenuto e con una ancor più lenta maturazione del giudizio personale.…

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Negli ultimi anni ho avuto, mio malgrado, modo di assistere a come molte industrie, a partire da quella dei videogames per arrivare a quella musicale, sembrino spaventate dalla possibile reazione dei fan a una nuova pubblicazione. E allora giù di trailer, interviste, spoiler, singoli a raffica così da saggiare l’umore del pubblico e comportarsi di conseguenza.

Personalmente detesto tutto ciò. Nulla vale quanto lo stato d’animo di attesa ansiosa, mista a preoccupazione, che si vive inserendo il disco nel lettore e andando avanti con una lenta scoperta del contenuto e con una ancor più lenta maturazione del giudizio personale. I Rammstein hanno lasciato i propri numerosissimi fan a bocca asciutta per dieci lunghi anni nei quali, e non è poco, si sono goduti la vita e hanno comunque trovato il tempo di regalare esibizioni live memorabili.

Nel lungo avvicinamento a questa nuova pubblicazione Lindemann e soci non hanno fatto trapelare molti dettagli per parecchi mesi, facendo maturare un hype sproporzionato che ha avuto il culmine con l’uscita del video di Deutschland, primo singolo dell’album rimasto senza titolo, ossia 10 minuti che ripercorrono eventi salienti della storia tedesca con il brano a fargli da accompagnamento. Si tratta anche del primo brano nella track-list ed uno dei più validi, visto che non perde di qualità una volta ascoltato senza il supporto del video. Sicuramente non il masterpiece della band tedesca ma sicuramente un ottimo inizio.

Dovendo trovare l’aggettivo più calzante per descrivere questo album, sceglierei sicuramente “altalenante” e preciso che nell’approcciarmi a questa recensione ho cercato di mettere da parte le aspettative enormi portate da un’attesa tanto lunga e il modo migliore per riuscirci è dedicarsi a lunghe sessioni di ascolto. Gasato dal trittico iniziale composto dalla già citata opener, dal secondo singolo Radio, piuttosto commerciale ma fottutamente ben costruita, e dalla solidissima Zeig Dich, le successive  Ausländer e Sex mi hanno lasciato l’amaro in bocca in quanto fin troppo canonici e privi di personalità.

Si arriva così, con qualche timore, a Puppe che rappresenta il momento più interessante di questo lavoro, merito soprattutto dell’interpretazione da brividi di Lindemann. Non nascondo che questo è il solo brano che mi fa venire voglia di indagare sul significato del testo, elemento che considero fondamentale per giudicare quanto mi sia piaciuto un disco dei Rammstein. Gasato da questo ascolto ci pensano le successive Was Ich Liebe, Diamant e Weit Weg, anche se quest’ultima in misura minore, a riportarmi saldamente a terra. In questi brani la band gioca in maniera troppo semplice e si adagia sulle sonorità che le appaiono più familiari col risultato di apparire scontata e, a tratti, persino noiosa.

Queste sensazioni, nella mia personale esperienza, sono state alimentate ulteriormente dal sentire l’approssimarsi della fine del disco. A conferma di come la qualità del lavoro sia distribuita in modo davvero poco uniforme, TattooHallomann riportano in alto l’asticella della qualità e del gradimento, evitando di concludere l’ascolto con sensazioni troppo negative. Il parere di chi scrive è che i Rammstein rappresentino ormai un pacchetto davvero ben costruito e dall’indubbio successo che parte dai dischi e si perfeziona e si esprime soprattutto nelle esibizioni live, in cui la musica è solo parte dello show, e nei video musicali in cui investono tempo e grandi risorse. Se è assolutamente vero che questo album, lungi dall’essere una delusione, non mi ha convinto al 100%, a differenza di quello che mi accade con altre band, sono sicuro che anche questa volta basterà uno dei loro video o show live a rendere i brani più appetibili.

Tracklist:

1. Deutschland
2. Radio
3. Zeig Dich
4. Ausländer
5. Sex
6. Puppe
7. Was Ich Liebe
8. Diamant
9. Weit Weg
10. Tattoo
11. Hallomann


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