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Rotting Christ @Pika Future Club, Verona(report di Alessandro Masetto, foto di Rita Rose Profeta)

Venerdì 10 Maggio 2019, ennesimo centro, ennesima serata ad altissimo concentrato di malvagità e “cattiveria” metallica, quella andata in onda in questo venerdì dai pochi toni primaverili (nonostante la stagione), ma semmai al contrario, più vicina climaticamente alle uggiose temperature autunnali, perfettamente in linea con l’atmosfera tetra e blasfema che si respirava al Pika per l’occasione speciale. I greci Rotting Christ, (inseriti nel bill come headlinear), non hanno certo bisogno di molte presentazioni, capostipiti della scena Black Metal Europea, dal lontano 1993 anno di uscita del loro disco di debutto “Thy Mighty Contract”, fino ad arrivare al recentissimo “The Heretic”. Gli Alessandrini Mortuary Drape invece, sono indiscutibilmente una leggenda e icona del Black Metal Italiano, che tornano farci visita a Verona a brevissima distanza dalla loro ultima apparizione,( precisamente inizio di Gennaio), anche se svoltosi in un altro locale della città Veneta. Questa volta i Mortuary Drape lo fanno però in una veste più speciale ed esclusiva, riproponendo interamente live il loro disco di maggior successo e probabilmente il più conosciuto, intitolato “All The Witches Dance” del 1994, di cui proprio quest’anno ricorre e si celebra il 25 anniversario. In apertura posizionate due promettenti band emergenti in linea con il mood proposto, ovvero i “padroni di casa” Nero (Or the Fall Of Rome), più i Keres di Trento. Un sentito grazie come sempre ad Orion Agency, al Pika Future Club e in particolare a Matteo Baroni per averci nuovamente ospitato, dove in questo contesto assolutamente imperdibile per gli amanti delle sonorità più estreme del Metal, si sono raccolti (finalmente) meritati, soddisfacenti e incoraggianti risultati di partecipazione di pubblico, che fanno ben sperare per il proseguo futuro degli altri eventi in programma. Suoni buoni nella prima parte, migliorabili nella seconda parte (specie con i Rotting Christ), così come migliorabile è l’illuminazione del palco che necessiterebbe di maggior luce, per rendere ottimale la visibilità anche da lontano.

NERO (Or The Fall Of Rome)

Siamo a Verona, e giustamente viene scelta ed inserita una band locale rappresentativa del genere in questione. I Nero, nati da un’idea di Federico Dalla Benetta nel 2018 (chitarrista e vocalist dei Riul Doamnei), li potremmo tranquillamente definire come un proseguimento o una evoluzione vera e propria della band d’origine, i Riul Dominae, visto che in pratica vi suonano quasi tutti gli elementi all’interno, Fabrizio ed Elia (rispettivamente basso e chitarra), eccezion fatta per il batterista Luca, che vi milito’ comunque tre anni in passato (2010-2013). Il sound a cui si ispirano i Nero è certamente derivante da quello dei grandi maestri della vecchia scuola Bathory, Celtic Frost, Darkthone, primi Rotting Christ (per stare a tema), combinato con una buona dose di epic/doom. Questa combinazione rende la proposta dei Nero davvero molto accattivante e mai banale, perché la loro musica diventa di conseguenza molto sconfinante, non prevedibile, o diretta verso una sola ed unica influenza o stile, spaziando su vari lidi, diventando di conseguenza accessibile anche a chi non è molto compatibile con queste sonorità estreme. Stasera verranno proposti per motivi di tempistica, solo quattro brani degli otto complessivi che andranno a comporre il disco in imminente uscita. Di quelle sentite live stasera mi hanno impressionato particolarmente “The Cross Of Nero”, con il suo intro marziale e tipicamente Black, dove da protagonista la fa’ il basso distorto e malato di Fabrizio , seguita dalle particolarissima “Coils Of Night”, molto cadenzata, lenta, ossessiva e ai confini con il Doom Metal, in cui il leader dei NERO Federico, mette in mostra la sua versatilità vocale! A tutto questo, sommiamo ai NERO le capacità individuali degli altri capaci e valorosi componenti precedentemente citati, l’esperienza maturata sul campo attraverso innumerevoli date in giro per l’Italia e tour europei con il vecchio monicker consolidato dei Riul Doamnei, direi che il risultato non può che essere galattico, per cui ora non ci aspetta che attendere la loro consacrazione definitiva, che, (ne sono certo), non tarderà ad arrivare dopo l’imminente uscita del loro primo full-leght . Un concerto davvero convincente dei Nero, ma andrei tranquillamente anche oltre..direi un vera e propria rivelazione!

Setlist:

-The Cross Of Nero

-Coils Of Night

-Cold Bones

-Our Epitaph Be Carved In Stone

 

MORTUARY DRAPE

Ritornano a Verona, in un palco diverso, ma sullo stesso “luogo del delitto” i Mortuary Drape, e lo fanno (con mia grande gioia e sorpresa), a pochissimi mesi dall’ultima loro apparizione da queste parti, dopo avere latitato, e con un’assenza durata parecchi anni. Fecero un concerto di grande livello e spessore a Gennaio, stasera sono riusciti nell’impresa di superare quello show memorabile , con un concerto sensazionale, al limite della perfezione, risultando a conti fatti i vincitori complessivi della serata, anche da un punto di vista dell’immagine visiva. La storica Black Metal band piemontese riproporra’ per questo tour speciale celebrativo del 25 anniversario, tutto “All The Witches Dance”, che riproporra’ interamente, considerato una pietra miliare non solo in Italia, ma anche all’estero, dove sono molto conosciuti e famosi, come tutti i gruppi di culto di Metal Italiano del resto, più tributati altrove che in patria. Wildness Perversion, che non ha certo bisogno di grandi presentazioni, è il gigantesco e carismatico leader, nonché fondatore e unico membro originale rimasto dei MD 13, incappucciato come tutti gli altri componenti della band, con le sue gigantesche mani alza il drappo mortuorio del suo altare, iniziando a vomitarci addosso con la sua cavernosa voce tutta la malvagità e rabbia che ha dentro, e con “Primordial” pezzo di apertura di “All The Witches Dance”, che emana subito segnali molto chiari circa la piega che vogliono i MD dare alla loro esibizione … Scorrono via velocemente e senza tregua, “Astral Bewitchment”, “Funeral Chant” e “Larve”, come in una sorta di vortice soffocante che toglie letteralmente il respiro. “Tregenda” e’ un classico dei loro show, immancabile, eseguita impeccabilmente come sempre. “Medium Mortem” e “Occult Abyss” (pezzo di chiusura del disco), chiudono quasi il sipario di un’ora e un quarto di musica estrema suonata a livelli esponenziali e coi controcazzi, senza trucchi di mestiere e senza fronzoli, con zero modernità , ma solo con tanta attitudine, in modo diretto, e alla “vecchia maniera”! Ma non è ancora finita qua, c’è il tempo per sentire ancora la chicca conclusiva, e sempre del loro glorioso passato, viene ripescata “Vengeance From Beyond”, grezza e devastante ora come allora, che pone fine al rito magico, di una band blasfema e di Culto vero, quali sono i Mortuary Drape! Da segnalare la prestazione superlativa al basso di S.C, un vero funambolo, che ha incantato sia negli arpeggi che in velocità, dando un contributo essenziale e una marcia in più al loro tipico sound brutale, caratteristica peraltro importante per il sound dei MD ora come in passato, dove la profondità e la gravità conferita da un basso distorto l’ha sempre fatta da padrone. Riassumendo in una parola conclusiva la loro esibizione e in linea con le tematiche occulte trattate nei loro testi, direi..Infernali!

Setlist:

-Primordial

-Astral Bewitchment

– Funeral Chant

-Larve

-Tregenda

-13TH Way

-Chain

-Medium Mortem

-Occult Abyss

-Vengeance From Beyond

 

ROTTING CHRIST

Eccoci giunti al momento clou della serata..quella per la quale buona parte del numeroso pubblico presente in sala era presente al Pika. I Greci Rotting Christ, precisamente di Atene, sono una Black Metal band atipica, nel senso che nel corso della loro carriera hanno cambiato vari generi, sfornando dischi piuttosto diversi tra di loro, dall’iniziale Grindcore, passando per il Black più oscuro ed introspettivo, e infine con quest’ultima fase recente, dove una ventata di Goth Metal ha modificato ancora le loro sonorità, cosa che sicuramente rende più distensiva ed accessibile ad un pubblico più vasto la loro proposta attuale rispetto al passato. Fondata dai fratelli Sakis e Themis Tolis (rispettivamente cantante/chitarrista/tastierista e batterista), sono a oggi gli unici membri originali dei Rotting Christ, e per questa speciale serata proporranno un mix dei loro brani più celebri, estratti dai ben tredici dischi all’attivo , compreso il recente “The Heretics”. Uno show sicuramente di grande efficacia, dove i Greci hanno dato prova, spaziando tra passato e presente, di grande versatilità, con brani che non stancano l’ascolto o di difficile assimilazione, anche per chi come scrive, non conosce bene la loro discografia e non ha mai avuto occasione di vederli in azione prima di ora. Sakis è certamente un personaggio consumato, che sa’ bene come intrattenere i suoi fans e cosa offrire loro per renderli partecipi, e visto il grande pogo scaturito sotto il palco direi che ci è riuscito alla grande! In conclusione possiamo dire di aver assistito ad uno show divertente, ottimamente congeniato, con una giusta durata tutto sommato a livello di tempistica (anche se un paio di pezzi in più non avrebbero guastato). Personalmente a livello d’immagine mi sarei atteso qualcosa di più, in relazione al fatto che il Black Metal solitamente punta molto anche su questo aspetto, ho trovato i Rotting Christ un po’ “carenti”, in relazione al fatto che eravamo reduci dal precedente show dei Mortuary Drape, teatrali e maniacali all’unisono in tal senso, nella cura dei dettagli …Ma, si sa’.. dalla vita non si può aver tutto.. e se i Rotting Christ mettono la musica come primo punto fermo della loro filosofia, direi che ci sono ampiamente riusciti. Una grande serata di Metal estremo e’ quindi giunta al termine.. complimenti a tutti i protagonisti coinvolti e alla prossima!

Setlist:

-Halloweed By Thy Name

-Kata Ton Demona Eautou

-Fire, God And Fire

-Elthe Kyrie

-Alpage Satana

-Dies Irae

-The Forest Of N’Gai

-Societas Satanas (cover Thou Art Lord)

-In Yumen-Xibalba

-Grandis Spiritus Diavolus

Report a cura di:

Alessandro Masetto


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