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Seamus Blake – Guardians of Heart Machine (Whirlwind Recording, 2019) di Paolo Guidone

 In un’epoca, la nostra, caratterizzata da importanti discussioni ideologiche sugli effetti della globalizzazione, l’album Guardians of The Heart Machine potrà senz’altro rappresentare un esempio di grande successo e spunto di notevole riflessione. Edito nel 2019 dalla londinese Whirlwind Recording, registrato a Parigi, e realizzato da una band composta da tre musicisti francesi e dal famoso sassofoninista canadese Seamus Blake, formatosi a Berkley e New York, ed appassionato del Vecchio Continente, questo lavoro è infatti la quintessenza della fusione di stili e culture diverse. Già dal primo ascolto è innanzitutto evidente, infatti, la commistione dei due approcci culturali al genere…

Score

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POTENZIALITA'
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 In un’epoca, la nostra, caratterizzata da importanti discussioni ideologiche sugli effetti della globalizzazione, l’album Guardians of The Heart Machine potrà senz’altro rappresentare un esempio di grande successo e spunto di notevole riflessione.

Edito nel 2019 dalla londinese Whirlwind Recording, registrato a Parigi, e realizzato da una band composta da tre musicisti francesi e dal famoso sassofoninista canadese Seamus Blake, formatosi a Berkley e New York, ed appassionato del Vecchio Continente, questo lavoro è infatti la quintessenza della fusione di stili e culture diverse.

Già dal primo ascolto è innanzitutto evidente, infatti, la commistione dei due approcci culturali al genere jazz, che da sempre contraddistingue il Nuovo dal Vecchio Continente: nel primo caso si predilige una ritmica sincopata e incalzante, spesso al limite del frenetico, dove pertanto è l’energia ad essere l’anima del brano; mentre in Europa si prediligono battiture più contenute, sussurrate ed eleganti, e dove quindi il mood ricercato è in genere quello dell’equilibrio, invece che dell’energia.

Il brano d’apertura che da nome all’album, Guardians of the Hearth Machine, è un’ottima sintesi di quanto appena detto, in cui il sax di Blake, soprattutto nella seconda parte del brano, esprime il meglio della scuola americana, in abile contrapposizione allo stile più contenuto e felpato dei suoi compagni francesi Tixie, Nisse e Guarrigue.

Un album transatlantico, lo si potrebbe forse definire. 

Lanota è la traccia in cui si sublima il celebre e pluridecorato talento tecnico ed artistico di Blake, che con il suo sax tenore da il meglio del suo registro quasi “accademico” di jazz contemporaneo newyorkese: imperdibile.

In I’m okay il quartetto di Seamur Blake rispolvera un classico del genere europeo, ovvero la ballad, riuscendo magistralmente a offrirci un’atmosfera di suggestione e riflessione con un pizzico di nostalgia pur mantenendo un alto profilo tecnico d’improvvisazione mentre, nella successiva traccia Lanota, esplode tutto il virtuosismo del grande sassofonista canadese, con passaggi velocissimi e a tratti quasi ansimanti, che ricordano da assai vicino lo stile di grandi del passato come Miles Davis e Chet Baker.

Betty in Rio, brano flessuoso e davvero coinvolgente, è un probabile omaggio al genio di Thelonius Monk , in quanto ricco di notevoli spunti d’improvvisazione, di dissonanze e di un ritmo che a tratti pare avvitarsi su se stesso, tutti elementi che resero celebre il pianista statunitense.

Vera sorpresa dell’album, però, è il brano The blasted hearth in cui è presente un raro passaggio vocale di Seamur Blake, il quale con voce esitante, graffiata e al limite dell’intonazione, accompagna la coda del brano in uno stile di espressione artistica che sembra tratto da un brano di Tom Waits di qualche anno addietro.

Un album davvero bello ed interessante dunque, particolarmente consigliato a chi voglia avvicinarsi al jazz, quello con la lettera maiuscola, ma che a volte percepisca ancora come troppo complesse le melodie pure e nette dei grandi jazzisti contemporanei.

Tracklist:

  1. Guardians Of The Heart Machine
  2. Vaporbabe
  3. Sneaky D
  4. I’m Okay
  5. Lanota
  6. Wandering Aengus
  7. Betty In Rio
  8. Blues For The Real Human Being
  9. The Blasted Heath

 

 

 

 


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