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Addio a Babylon, celebre programma radiofonico di Radio 2 RAI

Era il 2010, quando Carlo Pastore, dj ed ex volto di MTV, forte già di ben cinque anni di esperienza da direttore artistico del MI AMI Festival (correva l’anno 2005, quando si svolse la prima edizione), decide che quello che stava accadendo nel mondo della musica italiana, andava raccontato.

E’ così che arrivò Babylon su Radio 2 RAI, condotto e curato dallo stesso Pastore che riuscì, in un mercato discografico sovrastato dalle star dei talent, e in un’industria musicale quasi nulla interessata a proposte alternative rispetto al “pop” del momento, a dare finalmente un volto e un sapore nuovo alla musica e al discutere di musica. Un salotto pronto ad ospitare i protagonisti di quella “new wave” (non esisteva ancora il termine “indie”) che Carlo aveva da subito captato come nuovo trend musicale in divenire e da attenzionare.

Personalmente, devo sicuramente molto della mia cultura musicale a Babylon che è stato per me un cammino-guida. Uno scrigno che si apriva al sabato e alla domenica sera e dal quale io cercavo di afferrare e conservare tutte le pietre preziose che da lì venivano fuori.

E chi se la dimentica la prima intervista di Contessa quando ancora i Cani erano soltanto un’idea che iniziava a delinearsi nella testa china sul pc dello stesso Niccolò chiuso nella sua cameretta; quando ancora per scoprire musica nuova avevamo l’account su soundcloud (io l’ho ancora con una playlist che non si evolve più dal 2014).

Nove anni, se ci pensate, sono uguali a due cicli universitari completi. E chi ha seguito Babylon in questi anni ha certamente conseguito una laurea magistrale, se non anche un master di secondo livello, in musicologia. Carlo ci ha sapientemente accompagnati nel percorso, non poi troppo breve, di evoluzione dell’indie che, facendosi spazio nel mondo del mainstream fino a spalancarne definitivamente le porte, sarebbe diventato il nuovo pop.

Tuttavia, ciò senza mancare di avere sempre un occhio di riguardo per chi dell’indie un po’ “vecchia scuola”, aveva fatto una vera e propria missione e non voleva discostarsene troppo (vedi i Ministri, Toffolo con i TARM, i Verdena, i Mangement del Dolore Post Operatorio, i Baustelle, gli Offlaga Disco Pax, ecc…).

Con un fascino e un atteggiamento che definirei “old english”, Carlo Pastore è riuscito a trovare il coraggio di far sì che si uscisse una volta per tutte da quella nicchia (di cui ammetto di aver fatto parte anch’io per diverso tempo) di seguaci della scena indie, notoriamente chiusi verso tutto ciò che fosse considerato mainstream o comunque non indie. Stimolando una sana curiosità Babylon è presto diventato un luogo di incontro e confronto sul panorama musicale nazionale e non solo. Un laboratorio culturale in grado di lanciare nuovi generi musicali e aiutare le nuove realtà ad emergere.

Oggi, dopo 9 stagioni di novità, ventate di aria fresca, interessanti chiacchiere ed esibizioni live esclusive, è lo stesso Carlo Pastore con un po’ di amaro in bocca ad annunciare che “Radio Rai 2 non ha interesse a mandare avanti Babylon nella prossima stagione, vogliono una radio più generalista”.

Verrebbe quasi da pensare che chi ha preso tale decisione, l’abbia ritenuta la chiusura di un cerchio: come a dire “ora che l’indie ha raggiunto le masse, non abbiamo più bisogno di te caro Carlo”.

Ma un simile ragionamento non potrebbe essere più sbagliato. In un panorama discografico ormai in continua trasformazione, dove tutto cambia continuamente e troppo in fretta e i fenomeni nascono, crescono e muoiono con una rapidità disarmante, sicuramente Babylon avrebbe continuato ad aiutare il pubblico ad orientarsi.

 

L’ultima puntata di Babylon andrà in onda questa domenica.

Facciamo noi stavolta un regalo a Carlo, mostrandogli la nostra riconoscenza per i suoi numerosi regali degli ultimi anni. Ascoltiamolo e godiamoci ancora una volta la magia.

Perché potrà anche finire la trasmissione in radio di Babylon, ma Carlo non smetterà mai di condividere con noi la Bella musica, ne siamo certi.


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