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Drahla – Drahla Useless Coordinates (Captured Tracks, 2019) di Gianni Vittorio

Un altro debut album degno di nota. Stavolta siamo in Inghilterra, loro sono i Drahla, band composta da Rob Riggs (basso) e Mike Ainsley (batteria), Luciel Brown (chitarra e voce), a questo trio si inserisce  Christopher Duffin al sax, vero valore aggiunto. All’uscita dell’album si sono sprecati i paragoni e le citazioni importanti. I richiami ai Gang of Four sono palesi, come anche le dissonanze ed i cambi di ritmo tipici dei Talking Heads. L’amalgama sonica è ricca di contenuti e va in parte descritta. Ottimo il brano Pyramid Estate, con il sax a fare da contorno. Le assonanze dark  sono presenti invece…

Score

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Potenzialità
Concept

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Un altro debut album degno di nota. Stavolta siamo in Inghilterra, loro sono i Drahla, band composta da Rob Riggs (basso) e Mike Ainsley (batteria), Luciel Brown (chitarra e voce), a questo trio si inserisce  Christopher Duffin al sax, vero valore aggiunto.

All’uscita dell’album si sono sprecati i paragoni e le citazioni importanti. I richiami ai Gang of Four sono palesi, come anche le dissonanze ed i cambi di ritmo tipici dei Talking Heads. L’amalgama sonica è ricca di contenuti e va in parte descritta. Ottimo il brano Pyramid Estate, con il sax a fare da contorno. Le assonanze dark  sono presenti invece in Serenity; ma la parte centrale del progetto è quella più interessante e rivoluzionaria per il panorama post punk.

Da menzionare in primis React/Revolt, la perla del lotto. Il sax diventa attore e motore del pezzo; dietro un’architettura free-jazz si insinua una sovrastruttura art-rock, scandita da rintocchi di basso e chitarra dissonanti. Senza dubbio l’esperimento più riuscito che fa salire di livello il disco. Si finisce con Invisible sex, traccia che segna il ritorno sul cupismo di fondo di derivazione darkwave  che li contraddistingue.

Quello che invece manca al gruppo inglese è il cantato. Infatti è assente quasi del tutto la voce, poiché la Brown si limita ad un recitato monocorde e afono, col rischio di annoiare l’ascolto di un sound, invece ben arrangiato e suonato.

Tirando le somme siamo al cospetto di un buon gruppo rock, che fa soprattutto crossover, pescando a piene mani dal dark, post punk, ed in parte dal garage/grunge anni 90 dei Sonic Youth, ma con un pizzico di sperimentazione in più. Ed è esattamente questo elemento che va sviluppato meglio, oltre alla parte vocale, per far diventare grandi i Drahla.

Talentuosi con margini di miglioramento.

Tracklist:

1. Gilded Cloud
2. Serenety
3. Pyramid Estate
4. Stimulus For Living
5. React Revolt
6. Primitive Rhythm
7. Serotonin Level
8. Twelve Divisions Of The Day
9. Unwound
10. Invisible Sex


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