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Hidden Orchestra – Live at Attemborough Centre for the Creative Arts (Tru Toughts, 2019) di Sabrina Bizzarri

A distanza di due anni dall'ultimo disco, torna allo scoperto Hidden Orchestra con un album dal vivo, Live at Attemborough Centre for the Creative Arts, che corona una decina di concerti tra cui esibizioni alla Royal Albert Hall, London Union's Chapel, St. John at Hackey ed alla Queen Elizabeth Hall. 'Live at ACCA' mette in scena Hidden Orchestra all'apice creativo in cui il quartetto principale della band - Joe Acheson al basso ed elettronica (e vera e propria mente della band), Poppy Ackroyd al pianoforte e al violino, ed il fulcro ritmico delle batterie di Jamie Graham e Tim Lane…

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A distanza di due anni dall’ultimo disco, torna allo scoperto Hidden Orchestra con un album dal vivo, Live at Attemborough Centre for the Creative Arts, che corona una decina di concerti tra cui esibizioni alla Royal Albert Hall, London Union’s Chapel, St. John at Hackey ed alla Queen Elizabeth Hall.

‘Live at ACCA’ mette in scena Hidden Orchestra all’apice creativo in cui il quartetto principale della band – Joe Acheson al basso ed elettronica (e vera e propria mente della band), Poppy Ackroyd al pianoforte e al violino, ed il fulcro ritmico delle batterie di Jamie Graham e Tim Lane (batteria e trombone) – rappresenta il perno su cui gravitano numerosi ospiti che arricchiscono e completano la performance, dandole effettivamente un aspetto “orchestrale”. Il debutto del live album è stato anche accompagnato dall’esibizione del visual artist Tom Newell, direttore creativo di Limbic Cinema, che combinando la presenza di immagini fisse, giochi di luci e rielaborazioni estemporanee di filmati ha conferito all’esibizione un carattere immersivo e un effetto sensoriale a tutto tondo.

L’esperienza sonora che ne risulta rispecchia in pieno l’idea originale di Acheson e degli altri componenti del gruppo: tracciare una linea chiara che unisca generi e stili diversi per abbandonarsi ad un flusso di suggestioni terrene ed atmosfere oniriche. In quest’ottica l’accostamento di elettronica, modern jazz, musica classica ed elementi naturali (animali e ambientali) non solo non stona, ma trova il suo spazio: lento, evasivo e straordinariamente fatto di sonorità così dirette da imprimere un’immagine mentale concreta, quasi visibile.

E se negli album assemblati in studio troviamo un intreccio strumentale complesso, intessuto in modo netto e ordinato come base ad armonie dissonanti ma ben calcolate, è proprio con le registrazioni live che questa meticolosità tende a perdersi per lasciare spazio a un impatto meno umbratile forse, ma più pregnante ed energico. Su tutti, brani come Spoken, Antiphon ed East London Street, infatti, dimostrano come dal vivo una lieve inflessione di perfezionismo non si traduca in una sottrazione ma in una moltiplicazione di coinvoglimento e intensità.

La sensazione generale è quella di un impasto ben amalgamato e coerente, di cui si conosce e ci si aspetta già il sapore, ma che all’atto pratico ha qualcosa di diverso: più denso, più sapido.
Forse solo un pò più impulsivo, che non guasta.

Tracklist:

  1. Western Isles (live)
  2. Dust (live)
  3. Stone (live)
  4. Flight (live)
  5. Wingbeats (live)
  6. Serpentine (live)
  7. East London Street (Hidden Orchestra Remix Live)
  8. Antiphon (live)
  9. Thograinn Thograinn (live)


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