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Papa Roach + ROS live @ Estragon Club, Bologna (Press: Luca Battaglia, Foto: Laura Cimino)

Tornano in Italia i califoniani Papa Roach per una unica data del loro tour europeo di presentazione del nuovo disco uscito Who do you trust?

La data si è svolta all’Estragon di Bologna e noi di Relics eravamo presenti per raccontarvi i nostri giudizi e le nostre sensazioni.

ROS

Il warm up del live degli statunitensi è affidato ai toscani Ros, conosciuti al pubblico per la loro partecipazione a Sanremo Giovani e X-Factor.

La band originaria di Montepulciano ci offre un punk rock cantato in italiano ben eseguito, e il pubblico, coinvolto e partecipe, affolla le prime file di buon grado per supportare i toscani sul palco.

Camilla alla voce, con la sua chioma fucsia, sprizza energia da tutti i pori e tiene il palco in maniera impeccabile, gli spettatori apprezzano, applaudono e cantano insieme a lei, sopratutto quando vengono tirate in ballo alcune note di Killing in the name of dei Rage against the machine, con una goliardica conclusione al grido di “Vota Antonio”.

Una mezzora abbondante di un punk rock ben eseguito, energico e quasi mai banale, veramente una piacevole sorpresa.

PAPA ROACH

La temperatura all’interno dell’Estragon, se è possibile, si fa man mano più alta con l’avvicinarsi dell’orario di partenza del live dei Papa Roach, che con una decina di minuti di ritardo sulla tabella di marcia fanno letteralmente esplodere la platea.

Il locale, sold out per l’occasione, deflagra in un boato sulle prime note della title track del nuovo album Who do you trust?.

Lo stile è cambiato, non è più quel punkeggiante Nu Metal che ha dato fama alla band californiana, ma l’energia messa sul palco è esattamente la stessa di quasi 20 anni fa, al tempo degli esordi.

Jakoby a livello vocale non è cambiato di una virgola, stessa cosa per quanto riguarda l’energia e l’intrattenimento del pubblico.

La sua cresta non si ferma dall’ondeggiare per un secondo, scatta da una parte all’altra del palcoscenico coinvolgendo ogni singolo settore delle decine di fan sotto di lui.

Stessa energia, precisione e potenza per quanto riguarda anche il comparto musicale, nessuna sbavatura, un incedere martellante e tanto tanto divertimento per chi è sotto il palco.

La setlist è impeccabile, alterna pezzi più recenti pescati dall’ultima fatica in studio alle colonne portanti che hanno reso celebre il quartetto a stelle e strisce.

Il pubblico impazzisce sull’incalzare dei pezzi simbolo della band, come Last resort, Between Angels and Insects e il commovente omaggio a Keith Flint dei Prodigy, recentemente scomparso, con l’esecuzione di Firestarter.

Le sensazioni finali sono estremamente positive, con la consapevolezza di aver assistito a quasi due ore di musica eseguita a livelli altissimi, senza esclusioni di colpi.

Tracklist

1 Who do you trust

2 Dead Cell

3 Help

4 Getting away with murder

5 Renegade music

6 Between angels and insects

7 Elevate

8 Not the only one

9 Traumatic

10 Forever

11 Scars

12 Falling apart

13 Feel like home

14 …to be loved

15 Last resort

16 Firestarter

17 Born for greatness


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