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The Undereground Youth – Montage Images Of Lust And Fear (Fuzz Club Records, 2019) di Gianni Vittorio

Gli Underground Youth sono un gruppo poco conosciuto ma con  una carriera decennale alle spalle. Fondato da Craig Dyer, la band inglese ha suscitato da subito un certo interesse nell’ambiente indie-rock. La musica degli U.Y. ruota tra il post punk, il rock psichedelico, lo shoegaze, con rimandi al rock alternativo dei Bad Seeds. In particolare l’ultimo album, appena uscito, sembra andare verso quest’ultima direzione. Chitarre distorte, voce baritonale ed i suoni decadenti sono le direttrici che compongono le 9 tracce del disco. Bellissima The death of the author, pezzo dall’andamento psichedelico; si prosegue con le distorsioni chitarristiche di This…

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Gli Underground Youth sono un gruppo poco conosciuto ma con  una carriera decennale alle spalle.

Fondato da Craig Dyer, la band inglese ha suscitato da subito un certo interesse nell’ambiente indie-rock. La musica degli U.Y. ruota tra il post punk, il rock psichedelico, lo shoegaze, con rimandi al rock alternativo dei Bad Seeds. In particolare l’ultimo album, appena uscito, sembra andare verso quest’ultima direzione.

Chitarre distorte, voce baritonale ed i suoni decadenti sono le direttrici che compongono le 9 tracce del disco. Bellissima The death of the author, pezzo dall’andamento psichedelico; si prosegue con le distorsioni chitarristiche di This is but a dream. C’è spazio anche per le classiche ballate come Too innocent to be true, brano dolcissimo che richiama le atmosfere tipiche del songwriter australiano sopra citato.

Tra le canzoni più riuscite vi è certamente Blind, suddivisa in due parti distinte, dove la prima (Blind I) rappresenta un mantra lento dalle sonorità morrisoniane, mentre la seconda (Blind II) è l’esatto opposto, basso e chitarre distorte, per un pezzo muscolare, sulla falsariga dei Birthday Party.
Degna conclusione di un album davvero stupefacente è la malinconica I can’t resist, intrisa di atmosfere rarefatte e avvolgenti.

Quello che colpisce in questo ultimo lavoro è la capacità di Dyer di spaziare tra generi diversi senza essere dispersivo, riuscendo a dare al lavoro omogeneità di forma.

Forse è nato un nuovo demone del rock.

Tracklist:

01. Sins
02. Last Exit To Nowhere
03. The Death Of The Author
04. This Is But A Dream
05. Too Innocent To Be True
06. Blind
07. Blind II
08. I Can’t Resist
09. This Anaesthetised


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