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Батюшка – Панихида (Autoproduzione, 2019) di Francesco Sermarini

Ok, la storia che andremo a narrare in questa sede è ambientata all’interno di quel magico e profondo mondo che è il black metal, anche se in questo caso c’è molto più drama alla Beautiful o Sex and the City che metal. Dobbiamo tornare con la mente al dicembre dell’anno scorso, proprio quando sulla pagina Instagram di uno dei gruppi emergenti maggiormente presenti sulla bocca di tutti, i polacchi Batushka, esce un post nel quale il polistrumentalista e mente principale del progetto Krzysztof Drabikowski annuncia la separazione dal cantante Bartłomiej Krysiuk, per dei non ben precisati comportamenti inappropriati da…

Score

Concept
Artwork
Potenzialità

Conclusione : Buono ma non indimenticabile

Voto Utenti : Puoi essere il primo !
Ok, la storia che andremo a narrare in questa sede è ambientata all’interno di quel magico e profondo mondo che è il black metal, anche se in questo caso c’è molto più drama alla Beautiful o Sex and the City che metal.

Dobbiamo tornare con la mente al dicembre dell’anno scorso, proprio quando sulla pagina Instagram di uno dei gruppi emergenti maggiormente presenti sulla bocca di tutti, i polacchi Batushka, esce un post nel quale il polistrumentalista e mente principale del progetto Krzysztof Drabikowski annuncia la separazione dal cantante Bartłomiej Krysiuk, per dei non ben precisati comportamenti inappropriati da parte di quest’ultimo. Fin qui niente di strano, la storia ci insegna che all’interno di un gruppo può esserci un via e vai di musicisti da comportare emicranie e confusioni negli appassionati.

Ma questa è solamente la punta dell’iceberg. Infatti, qualche giorno dopo, sarà lo stesso Bartłomiej Krysiuk a parlare, riportando una visione di come sono andate le cose sensibilmente differente. Da un post su Facebook dichiarerà che non è lui ad essersi allontanato dalla band, ma in realtà sarebbe stato Krzysztof ad essere invitato a non partecipare più al progetto e quest’ultimo avesse preso il possesso della pagina Instagram costringendo i Batushka  a chiuderla per motivi di proprietà intellettuale. Non si era ancora chiuso il 2018 che Krzysztof risponde a sua volta con un video-messaggio nel quale dichiara di come la band sia nata dalla sua mente, di come l’immaginario dei monaci sia stata una sua idea, di come la maggior parte di quello che si sente in Litourgiya sia stato composto da lui bla bla bla per infine dire che Bartłomiej si è impossessato delle pagine social, del nome e che addirittura abbia contattato altri musicisti per poter far uscire l’atteso seguito del debutto tutto alle sue spalle. Il risultato finale qual è? Che ora esistono due Batushka: uno capitanato da Bartłomiej Krysiuk con contratto sotto Metal Blade, mentre l’altro ufficialmente composto dal solo Krzysztof Drabikowski, il quale ha provveduto a cambiare il nome in cirillico (probabilmente per non confondere ulteriormente i fan dopo tutta questa situazione tragicomica).

Il compito principale di questa e della prossima recensione sarà quello di lasciare da parte avvocati e beghe da social per far parlare la sola musica, in quanto sia il disco di Krzysztof che quello di Bartłomiej sono entrambi usciti e solo così potremo (finalmente) comprendere chi fra i due può legittimamente tenersi lo scettro di Real Batushka e chi invece dovrà assumersi la infame nomea di fake. Pronti? FIGHT.

In questa sede si parlerà del primo lavoro uscito cronologicamente parlando dei due, ovvero quello composto e rilasciato da Krzysztof (ricordo per l’ennesima volta che si tratta del disco che sarebbe dovuto essere il vero successore a Litourgya). Панихида riprende le coordinate lasciate nell’ormai lontano 2015 in tutto e per tutto, aprendo il disco con riff atmosferici, batteria in blast e cori ortodossi in sottofondo. Da questo punto di vista chi si era innamorato delle atmosfere di Litourgya si troverà ben presto a casa.

Riconoscibile lo stile Batushka, ma comunque troviamo degli elementi di novità. Infatti la mancanza della voce evocativa di Bartłomiej ha portato Krzysztof a doverle quasi abbandonare, sfruttando vocalizzi o effetti per poter replicare lo stesso risultato. Certamente è meno d’impatto, ma non per questo stona con gli arrangiamenti, omogenei per tutta la durata del disco e che aiutano nell’immedesimarsi all’interno di una messa blasfema. Si nota una maggiore predilezione per i riff più cadenzati e pesanti, anche se le sfuriate black sono presenti in diversi momenti, come in Песнь 4.

Il lavoro compiuto da Krzysztof è certamente buono ma non fa urlare al miracolo, dando un certo senso di more of the same ma dimostrando delle ottime doti compositive. Sarà sicuramente un avversario difficile da affrontare per i Batushka di Bartłomiej Krysiuk, ma il risultato lo saprete soltanto nei prossimi giorni. Stay tuned!

Tracklist:

  1. Песнь 1
  2. Песнь 2
  3. Песнь 3
  4. Песнь 4
  5. Песнь 5
  6. Песнь 6
  7. Песнь 7
  8. Песнь 8


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