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Addio all’inventore della Bossa Nova, l’immenso Joao Gilberto

    Il 6 luglio scorso il modo e la storia della musica contemporanea hanno detto addio ad uno dei suoi più importanti ed influenti protagonisti di sempre, il grande João Gilberto Prado Pereira de Oliveira, meglio conosciuto come João Gilberto, inventore, assieme al monumentale Tom Jobim, del genere Bossa Nova e di un nuovo stile di esecuzione chitarristica.

Alla fine degli anni ’50 rivoluzionò la musica popolare del Brasiliana e non solo creando un genere inimitabile, sia per la parte cantata che per la parte musicale, grazie alla sua innovativa tecnica di suonare la chitarra.

Il suo talento e la sua proverbiale caparbietà gli permisero di creare, esattamente 60 anni fa, un disco a dir poco clamoroso, Chega de saudade (1959), considerato da tutti l’album che ha gettato i semi della bossa nova e che contiene alcuni dei brani più celebri di sempre quali: Chega De Saudade, Garota de Ipanema, Bim Bom, Rosa Morena, etc… brani divenuti ormai degli standards di jazz reinterpretati da tutti i più grandi jazzisti del mondo.

Joao Gilberto, ossessionato dal voler reinventare la ritmica della chitarra, al punto da essersi rinchiuso in casa ed aver chiuso i rapporti con il mondo esterno per alcuni anni, alla fine “inventa” quello che sarà il marchio di fabbrica del genere Bossa Nova: la batida.  

La Batida è un’evoluzione del ritmo Samba  e prevede un particolare di uso della mano destra sulle corde della chitarra.

Nessun arpeggio, ma alternanza del pollice sui bassi e contemporanea pizzicata delle corde delle altre dita, frequentemente accompagnando il tutto con il tapping della mano sinistra. L’effetto generato è principalmente ritmico-armonico, dando infatti l’impressione che il ritmo della chitarra “insegua” il tempo della battuta, anziché uniformarvisi, e ciò genera un fenomenale contrappunto tra le tensione data da tale “inseguimento” ed il ritmo che, però, resta calmo ed avvolgente.

Ma la Bossa Nova è frutto anche di una importante commistione col Jazz newyorkese degli anni ’60, che ha infatti fornito alla semplice e precedente bossa una struttura compositiva più articolata e l’uso anche di altri strumenti oltre la tradizionale chitarra, e vale a dire il sassofono, il piano, la batteria ed il contrabasso.

Non a caso dall’incontro col grande sassofonista americano Stan Getz, che invitò nel 1962 Gilberto e Jobim a collaborare su un progetto, nacque quello che divenne uno degli album di jazz più venduti di tutti i tempi, Getz/Gilberto, in cui canta anche Astrud Gilberto, prima moglie del celebre Joao.

Il successo fu planetario.

Oltre al ritmo sono i testi l’altra grande rivoluzione della Bossa Nova di Joao Gilberto: testi spesso politicamente e socialmente impegnati, seppur semplici, per arrivare il più facilmente possibile alle grandi masse di cittadini brasiliani, all’epoca spesso semi-analfabeti e sfiniti da condizioni economiche e di oppressioni totalitarie intollerabili.

Esattamente come fece, per anni, il genere Rock nel resto del ricco ma narcotizzato mondo occidentale.

La Bossa Nova è qualcosa di sacro per i brasiliani, non è solo musica, ma è politica, è nazionalismo, è letteratura, è poetica, è vita.

A Joao Gilberto, oltre che l’invenzione della Bossa Nova e di un nuovo modo di suonare la chitarra, va dunque riconosciuto un immenso contributo culturale e sociale non solo per il Brasile ma anche per il resto del modo.

Con Joao Gilberto se ne va dunque uno dei più grandi innovatori artistici e culturali dell’ultimo secolo, un vero rivoluzionario, un vero grande Artista che Relics Controsuoni non poteva non omaggiare.

Forte sarà, dunque, la saudade della sua inimitabile musica.

Per chi non (ancora) conosca Joao Gilberto, è fortemente consigliato l’ascolto dei seguenti capolavori:

  • Chega de Saudade, EMI (1959);
  • Getz/Gilberto, Verve Records (1964).
  • Getz/Gilberto #2, Verle Records (1966) – Live
  • Brasil, Worner Bros. (1977)


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