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Luca Sguera – AKA (Auand, 2019) di Giuseppe Grieco

Gli Aka sono un popolo pigmeo Mbenga nomade che vive di caccia. Sono particolarmente noti per la loro complessa musica polifonica, sistema studiato da vari etnomusicologie e musicisti. È a questo popolo che il giovane Luca Sguera fa riferimento per il primo disco con il quartetto da lui fondato. Formatosi presso i seminari di Siena Jazz, Luca non è una figura nuova qui su Relics. Lo abbiamo già incontrato nelle vesti di tastierista nel gruppo post-rock chiamato Goodbye, Kings, il cui ultimo disco è uscito questo stesso anno. La formazione stavolta è però un’altra: abbiamo Alessandro Mazzieri al basso…

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Gli Aka sono un popolo pigmeo Mbenga nomade che vive di caccia. Sono particolarmente noti per la loro complessa musica polifonica, sistema studiato da vari etnomusicologie e musicisti.

È a questo popolo che il giovane Luca Sguera fa riferimento per il primo disco con il quartetto da lui fondato. Formatosi presso i seminari di Siena Jazz, Luca non è una figura nuova qui su Relics. Lo abbiamo già incontrato nelle vesti di tastierista nel gruppo post-rock chiamato Goodbye, Kings, il cui ultimo disco è uscito questo stesso anno.

La formazione stavolta è però un’altra: abbiamo Alessandro Mazzieri al basso elettrico, Francesco Panconesi al sax tenore e Carmine Casciello alla batteria, anch’essi incontrati a Siena. AKA vede la luce anche grazie al supporto del sassofonista americano Dan Kinzelman che, notando il gruppo durante un’esibizione live, decide di supportarne lo sviluppo, offrendo anche il suo studio mobile.

Lo stile jazzistico del quartetto affonda nel free jazz degli anni ’60, senza però mai dimenticare le lezioni e le innovazioni impartite dal jazz contemporaneo. Il suono è spesso frammentato e spezzettato ((h)opening, V&xatio.n!s) in cui si evince anche l’alto grado di improvvisazione della formazione. Vi sono però altri momenti molto più ariosi e dilatati (Vexations, No Stars), in cui l’ombra notturna sembra estendersi lentamente (Breathe, Feldman).

L’ascolto di AKA richiede una certa attenzione, non è un disco da mero sottofondo. Ricercato e raffinato, ha molto da dire, così come la sua giovane formazione.

Tracklist:

  1. (h)opening
  2. Go
  3. V&xatio.n!s
  4. Breathe
  5. And We Found Ourselves Talking Machine Language
  6. Feldman
  7. Vexations
  8. AKA
  9. No Stars


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