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Luciano Tarullo – L’isola (Autoproduzione, 2019) di Giuseppe Grieco

Nato dopo una gestazione particolarmente lunga, L’isola è il nuovo album del cantautore Luciano Tarullo, originario di Agropoli. Ci si muove su un territorio più che battuto, si tratta della tradizionale miscela italica tra pop rock e cantautorato, come dice lo stesso artista: “musicalmente mi piace definire questo lavoro semplicemente come un disco rock, non solo nel sound, ma soprattutto nell’attitudine tra gli arrangiamenti e la stesura dei testi. Ho guardato poco a ciò che si produce oggi sia nel mondo indie che in quello pop, decidendo di pensare esclusivamente al vestito migliore che andasse bene per ogni singolo…

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Nato dopo una gestazione particolarmente lunga, L’isola è il nuovo album del cantautore Luciano Tarullo, originario di Agropoli.

Ci si muove su un territorio più che battuto, si tratta della tradizionale miscela italica tra pop rock e cantautorato, come dice lo stesso artista: “musicalmente mi piace definire questo lavoro semplicemente come un disco rock, non solo nel sound, ma soprattutto nell’attitudine tra gli arrangiamenti e la stesura dei testi. Ho guardato poco a ciò che si produce oggi sia nel mondo indie che in quello pop, decidendo di pensare esclusivamente al vestito migliore che andasse bene per ogni singolo brano dell’album. Ho curato personalmente le parti musicali di ogni canzone, lavorando simultaneamente alla scrittura e agli arrangiamenti, per conservare l’autenticità di ogni brano al momento della creazione”.

Come quindi si sarà capito, la partecipazione di Luciano alla genesi dell’opera è stata totale, accompagnato da Tonino Valletta, che lo ha registrato, mixato e masterizzato presso TVA Studio di Ascea (SA).

Le nove canzoni sono state scritte da Luciano nel corso della sua vita, e si dividono tra composizioni più recenti e altre che risalgono alle sue prime stesure, a 18 anni.

Melodicamente parlando, i brani funzionano, intrattengono l’ascoltatore senza appesantirlo, in pieno stile pop rock, variando in alcuni passaggi a un hard rock d’oltreoceano un po’ più spinto. Il fattore che penalizza il disco è la scrittura dei testi: Tarullo traspone nelle canzoni le sue esperienze di vita, ma il risultato è poco maturo, troppo vicino alla rabbia e alla ribellione tipiche dell’adolescenza, complice forse anche l’ampio lasso di tempo della stesura di tali brani.

Tracklist:

1)     È così che va il mondo

2)     Il senso di noi

3)     L’isola

4)     Spalle al muro

5)     Tu da che parte stai

6)     Benvenuto

7)     Come un angelo senz’ali

8)     Il tempo

9)     Quello che resta


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