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Pistoia Blues Day 1: Black Stone Cherry, Ana Popovic and more (foto e report di Giovanni Cionci)

Report e foto di Giovanni Cionci

 

Lo scorso 5 Luglio, prima scoppiettante serata del Pistoia Blues Festival, storico festival musicale giunto ormai alla sua 40esima edizione. La città toscana ancora una volta, come ogni anno, diventa capitale della Musica, che risuona lungo le vie e nelle piazze del centro storico, trasformate per l’occasione in palcoscenico per l’esibizione di moltissimi musicisti e band, con epicentro nel grande palco di Piazza Duomo, splendida cornice che negli anni ha visto transitare oltre 400 artisti di fama internazionale, da B.B. King e David Bowie a BobDylanPearl Jam, Van MorrisonFrank Zappa, StevieRay VaughanSantana…e chi più ne ha, più ne metta.

Anche quest’anno il piatto è ricco, e la prima giornata (totalmente gratuita) prende dunque il via con l’esibizione sul main stage dei Blues Kids, giovanissimi “under 10“ già maghi degli strumenti, espressione di una nuovissima generazione di musicisti che fa ben sperare per il futuro di questo straordinario genere musicale. A seguire, l’esibizione della Pistoia Blues Clinic Tutor Band, composta da ottimi musicisti che si dimostrano subito in grado di scaldare il pubblico con i loro virtuosismi.

 

Gianna Chillà

Il testimone passa quindi nelle mani di Gianna Chillà, talentuosa frontwoman laziale, che dimostra subito grande presenza scenica ed invidiabili doti vocali, passando da brani del proprio repertorio solista (in attesa dell’uscita dell’album Nera), a cover di eccezione, tra cui perle dell’indimenticabile Janis Joplin, a cui rende un tributo davvero pregevole, sia per interpretazione che per tecnica vocale. L’artista esce tra meritatissimi applausi e, non paga, si esibirà nuovamente quella sera stessa per un intero concerto tributo a Janis Joplin su un altro palco della città toscana.

 

Filippo Margheri

Rapido cambio palco, ed ecco giunto il turno di Filippo Margheri, apprezzata voce del rock italiano, che presenta a Pistoia il nuovo album InDipendenza , accompagnato da musicisti di grande valore e da due ospiti molto molto speciali, vere colonne portanti del rock italiano: il grande Fabrizio Simoncioni  alle tastiere (presente per tutti il set) e, negli ultimi brani, l’immenso Ghigo Renzulli alla chitarra. Non è un caso, in quanto Margheri è stato  per due anni  frontman dei Litfiba (dal 2007 al 2009), e lo show sul palco del Pistoia Blues dimostra il valore dei brani dell’artista così come la sua abilità nel catturare l’attenzione del pubblico.

 

Lambstone

Ecco salire sul palco i Lambstone,  band milanese per la seconda volta sul palco del Pistoia Blues. Tra le salde mani del frontman Alex Di Bello, la band, composta da Giorgio ed Ale Ancona alle chitarre, Andrea Figari al basso e Andrea Castellazzi alla batteria, dimostra le proprie doti al pubblico che ormai affolla Piazza Duomo. La loro esibizione, così come quella di Margheri, è la prova tangibile di quanto il rock italiano sia ancora vivo e scattante.

 

Ana Popovic

La serata entra nel clou con la comparsa sul palco di Ana Popovic, pluripremiata chitarrista e cantante blues, che incanta subito il pubblico non solo con la sua avvenenza (su cui gioca parecchio), ma soprattutto con le sue eccelse doti chitarristiche, la sua voce graffiante e la sua incredibile verve. Sembra davvero che lo spirito del Blues scorra oggi nelle vene della chitarrista serba come un tempo in quelle dei grandi bluesmen del passato: la Popovic si dimostra la vera Regina Blues del Festival.

 

Black Stone Cherry

Infine arriva il turno degli headliner della serata: i Black Stone Cherry salgono sul palco con tutta la grinta e l’energia di una band che, nonostante sei album ed un grande successo internazionale alle spalle, ha ancora voglia di dimostrare il proprio valore. La band del Kentucky sale in cattedra con il suo muscoloso hard rock condito di southern rock, e come al solito, regala uno spettacolo funambolico:  Ben Wells (chitarra) e Jon Lawhon (basso) macinano chilometri sul palco, saltando da una parte all’altra, John Fred Young (batteria) si dimostra una vera macchina da live, mentre Chris Robertson (voce e chitarra), da sempre frontman della band, graffia il pubblico con la voce e con quella della sua PRS. La setlist è ricca ed articolata, e ripercorre i grandi successi della band.

Questa la setlist dello show:

  1. Burnin’
  2. Me and Mary Jane
  3. Blind Man
  4. Can’t You See (The Marshall Tucker Band cover)
  5. In My Blood
  6. Bad Sign
  7. Bad Habit
  8. My Last Breath
  9. Cheaper to Drink Alone
  10. Ain’t Nobody
  11. I’m Your Hoochie Coochie Man (Willy Dixon cover)
  12. Blame It on the Boom Boom
  13. White Trash Millionaire
  14. Lonely Train
  15. Family Tree

In definitiva, una grande serata di musica, degna apertura di uno dei più importanti e storici Festival del nostro Paese.

 


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