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Clavdio – Togliatti Boulevard (Bomba Dischi, 2019) di Giuseppe Grieco

Premessa: se questa recensione vede la luce, è grazie al mio caro amico Federico. Cultore dell’indie e grande appassionato di Clavdio, non ha mai perso l’occasione di farmi sentire, quando ce n’era possibilità, la musica di questo artista (Foto è la traccia che predilige, e che quindi ho sentito più spesso tramite lui). Che sia detto grazie a Federico, quindi. Chi è Clavdio? Il suo nome reale è Claudio Rossetti, classe 1985, ed è la nuova scommessa di Bomba Dischi, l’etichetta che vede in Calcutta il suo ariete da sfondamento e che ormai è punto di riferimento nel panorama…

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Premessa: se questa recensione vede la luce, è grazie al mio caro amico Federico. Cultore dell’indie e grande appassionato di Clavdio, non ha mai perso l’occasione di farmi sentire, quando ce n’era possibilità, la musica di questo artista (Foto è la traccia che predilige, e che quindi ho sentito più spesso tramite lui). Che sia detto grazie a Federico, quindi.

Chi è Clavdio? Il suo nome reale è Claudio Rossetti, classe 1985, ed è la nuova scommessa di Bomba Dischi, l’etichetta che vede in Calcutta il suo ariete da sfondamento e che ormai è punto di riferimento nel panorama itpop.

Ma quindi Clavdio è un altro Calcutta? Direi di no. Per carità, sempre di pop stiamo parlando, ma i due, seppure molto amici, differiscono sostanzialmente. Claudio ha un retroterra che non ti aspetti: partito dalla musica heavy e di difficile ascolto, ha virato poi nel mondo del pop, pubblicando nel 2014 Può capitare a chiunque ciò che può capitare a qualcuno, disco pubblicato sotto lo pseudonimo de Il Rondine (a cui è rimasto legato, come dimostrano le esibizioni di alcuni di questi pezzi nei suoi live), inoltre porta avanti dal 2006 il progetto chiamato Blue Order Project. Insomma, il ragazzo si dà parecchio da fare. Senza contare che alla sua passione musicale affianca il lavoro di metalmeccanico quotidiano, insieme all’attività calcistica.

Togliatti Boulevard è il disco con cui Claudio debutta chiamandosi Clavdio, altra metamorfosi. Togliamoci subito il dubbio: è un bel disco? Sì, lo è. E lo dico tenendo conto che, dei nove brani di cui è composto, la metà non mi ha convinto del tutto. 

Ma, appunto, stiamo ascoltando comunque un bel disco. E questo grazie ad alcuni precisi fattori. Primo, la voce di Clavdio, che si presenta calda e scura, di quelle che si fanno ascoltare senza pretenderlo, che ti avviluppano. Secondo, lo stile di scrittura. Ci troviamo di fronte a qualcuno che i testi li sa scrivere, a cui dedica la giusta attenzione, superando la mera strofetta orecchiabile. Riporto come esempio: E comunque corro perché non volo/E se volassi poi sarei il solo/Non volerei (da Nacchere), Sulla Togliatti quanta fila c’è/Tutto il mondo sta andando a puttane, compreso me (da Le Tue Gambe, a mio modesto avviso il brano più bello del disco, tra l’altro semplicemente in acustico). Terzo, l’ironica mitezza. Perché Clavdio è un personaggio umile, nella vita come nella trasposizione su disco, e combatte la (spesso) dura quotidianità a suon di sorrisi sghembi.

Parlando dei pezzi, si va da momenti acustici come la già citata Le Tue Gambe e Ricordi, altri in cui siamo nel pieno del pop italiano (Cuore), altri in cui l’elemento elettronico spinge maggiormente (Foto). Come dicevo, non tutti i brani mi sono piaciuti, in alcuni di essi infatti ho trovato una penna incisiva, in altri invece dei testi un po’ troppo blandi. Gusto personale magari, però sono abbastanza certo che il giovane cantautore saprà affinare ancora di più questa dote. In attesa del prossimo disco, che già attendiamo con interesse.

Tracklist:

1. Cuore
2. Foto
3. Le tue gambe
4. Serpenti
5. Tedesca
6. Nacchere
7. Suriname
8. Amazon
9. Ricordi


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