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Filippo Villa – Storielle Dispari (Autoproduzione, 2019) di Mr. Wolf

Nuovo album per Filippo Villa, cantautore veronese classe 1983. Storielle Dispari nasce come raccolta di vari brani prodotti nel corso di quasi un quinquennio tra il 2012 ed il 2017. Il titolo già di per sé presenta l'album come progetto leggero e senza alcuna pretesa di pressante intellettualismo come invece purtroppo molto spesso il mondo cantautorale contemporaneo si presenta. Le 11 traccie sono scollegate l'una dall'altra ed effettivamente narrano delle storielle se vogliamo per certi versi molto semplici, ma allo stesso tempo altrettanto coinvolgenti ed intimiste che portano l'ascoltatore ad una sensazione di nostalgica malinconia. Malinconia forse per un'Italia…

Score

ARTWORK
POTENZIALITA'
CONCEPT

Voto Utenti : 4.32 ( 5 voti)
Nuovo album per Filippo Villa, cantautore veronese classe 1983. Storielle Dispari nasce come raccolta di vari brani prodotti nel corso di quasi un quinquennio tra il 2012 ed il 2017.

Il titolo già di per sé presenta l’album come progetto leggero e senza alcuna pretesa di pressante intellettualismo come invece purtroppo molto spesso il mondo cantautorale contemporaneo si presenta. Le 11 traccie sono scollegate l’una dall’altra ed effettivamente narrano delle storielle se vogliamo per certi versi molto semplici, ma allo stesso tempo altrettanto coinvolgenti ed intimiste che portano l’ascoltatore ad una sensazione di nostalgica malinconia.

Malinconia forse per un’Italia un po’ più provinciale e delicata di quella attuale. Le storielle come ad esempio l’Alfista, incrociano gusti dal sapore italiano e ricordi di nonni magari visti soltanto le domeniche a pranzo, che si presentavano con un “vecchio macchinone fantastico”, che non ha nulla a che vedere con gli status simbol attuali.

Per quanto “storielle” in realtà si nota un’ampia profondità riflessiva ed una sempre molto accurata scelta delle parole che riescono ad evocare immagini molto armoniose, poetiche e delicate. Se dovessimo dare una definizione delle immagini poetiche che si sviluppano dalla prima all’ultima traccia il paragone più immediato da farsi potrebbe essere quello di una dolce proiezione di un’Italia di 30 anni fa ma filmata in full HD. Infatti né le sonorità né i testi danno un’idea di retrò o di vintage, ma i contenuti stessi evocano quelle che a prima vista sembrano le immagini ed i ricordi d’infanzia di chi ora naviga tra i 30 ed i 40.

Per quanto riguarda la parte musicale si notano sonorità e tendenze che vanno in varie direzioni, dal puro accompagnamenti cantautorali fino a sonorità più territoriali e folkloristiche che  guardano verso un mondo più movimentato. In Una specie di treno si sente una strizzata d’occhio a Capossela anche se si sarebbe potuto spingere ben di più sulla parte ritmica.

Per il resto le affinità più rilevanti sembrano indirizzarsi verso Niccolò Fabi ed il primo Cristicchi, magari senza le stesse profondità e talvolta pesantezze tematiche.

Possiamo paragonare storielle dispari al Fabbricante di Canzoni di Cristicchi  anche se mancano i picchi sia di profondità che di autoironia e leggerezza dell’album del 2006.

Unica piccola nota negativa: nessun brano esplosivo che stacchi la costante atmosfera dell’album che dopo alcune traccie può diventare leggermente ripetitivo e pesante ad un ascolto unitario.

Tracklist:

  1. Alfista
  2. Lo scatto
  3. La pazienza del bruco
  4. Blu scuro
  5. Una specie di treno
  6. L’uomo dispari
  7. La migliore soluzione
  8. La storia del mare
  9. Tempo scaduto
  10. Profumo
  11. Sardine


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