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Bill Evans and the spy killers live @ la Sosta, Villa San Giovanni (Testo di Maurizio Caruso e Foto di Gianni Vittorio)

Testo di Maurizio Caruso e Foto di Gianni Vittorio

La seconda parte della 32esima rassegna jazz de “La sosta” si è aperta con il concerto di Bill Evans & the Spy Killers. Un nome atteso dagli appassionti che hanno iniziato un conto alla rovescia finito proprio lunedi 5 novembre. Il lunedi è stato sempre il giorno prescelto dal leggendario “Mimmo” per i concerti jazz nello storico locale di Villa San Giovanni. Evans, avvolto da una bandana, si è presentato al pubblico in quartetto con Simon Oslender alle tastiere, Gary Grainger al basso elettrico e Wolfgang Haffner alla batteria. Il compositore, con il nuovo gruppo, ultimamente si è occupato più dei fiati rispetto all’uso del pianoforte che lo aveva reso uno dei pionieri del jazz, alternandosi sia al  sax tenore che al sax soprano. Ma la sorpesa è stata anche il Bill cantante, tre sono stati i brani dove il musicista ha intonato “ballad” soul-jazz. Lentezze iniziali di brani dilatati, contaminate dalle note calde e vibrate della tastiera modalità hammond di Oslender, trasformate in accellerazioni funk dal motore propulsivo e ritmico delle bacchette di Haffner. Dialogo importante questo instaurato, tra il batterista e gli altri musicisti, avvolgente, parossistico. Un concerto sicuramente in divenire, una vasta gamma espressiva di temi musicali, composta e sviluppata da un Evans che ha incanalato la sua musica anche verso atmosfere afro di notevole impatto emotivo. Pubblico in visibilio, i lunedì musicali de “La sosta” non si possono scordare.

 


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