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Black Flame – Necrogenesis: Chants From The Grave (Dusktone, 2019) di Luca Battaglia

Dalla periferia di Torino i piemontesi Black Flame fanno uscire il loro settimo album Necrogenesis: Chants From The Grave sotto la casa discografica Duskstone. La band si forma nel 1999 e propone un ottimo mix a forti tinte black metal con qualche inserimento sapiente di death, sopratutto nella timbrica vocale. La formula dell'album è piuttosto semplice nel suo intento: sparare violenza musicale nella mischia del vostro apparato uditivo. Il comparto musicale durante tutta la durata del disco è un black metal piuttosto classico che pesca elementi dalla prima wave scandinava per poi destreggiarsi in evoluzioni dal sapore più moderno, ma senza mai…

Score

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POTENZIALITA'
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Dalla periferia di Torino i piemontesi Black Flame fanno uscire il loro settimo album Necrogenesis: Chants From The Grave sotto la casa discografica Duskstone.

La band si forma nel 1999 e propone un ottimo mix a forti tinte black metal con qualche inserimento sapiente di death, sopratutto nella timbrica vocale. La formula dell’album è piuttosto semplice nel suo intento: sparare violenza musicale nella mischia del vostro apparato uditivo.

Il comparto musicale durante tutta la durata del disco è un black metal piuttosto classico che pesca elementi dalla prima wave scandinava per poi destreggiarsi in evoluzioni dal sapore più moderno, ma senza mai esagerare.

A dimostrazione di quanto scritto sopra spicca su tutto la voce del Cardinale Italo Martire, un tono molto più cupo rispetto agli standard, dal sapore più death metal che black, ma che si incastra molto bene nelle trame di chitarra e della batteria, suonata dalle braccia sapienti del buon Fog.

Le pause sono merce rara nella riproduzione di Necrogenesis: Chants From The Grave, questo fa sì che le 8 tracce del disco si susseguano senza mai annoiare e la nostra voglia di ritmiche estreme ne esca molto più che appagata.

Il lavoro dei Black Flame è apprezzabile sotto ogni punto di vista e smentisce una volta per tutte la malsana convinzione che il black metal di alta caratura non faccia parte del DNA del metal a tinte italiche.

L’esperienza di un gruppo che nel 2019 compie 20 anni si sente eccome e l’album trasuda di questa consapevolezza e maturità artistica, di sapienza musicale.

Nel suo complesso l’album è granitico e suonato senza nessuna pecca, sa coniugare alla perfezione sonorità estreme e cupe e parti dove i Bpm si fanno più bassi, quasi a far tirare un sospiro a chi ascolta, per poi picchiare di nuovo sulle vertebre cervicali di chi ascolta. Un altro elemento positivo lo troviamo nel fatto che le tracce non abbiano una durata troppo eccessiva, moda che prende sempre più piede nel metal di oggi. Questo permette al disco di essere più godibile sia a un orecchio veterano del genere, sia per chi si avvicina per la prima volta o è alle prime esperienze.

Le tracce che più hanno colpito la nostra attenzione, e sulle quali vi invitiamo ad un ascolto più attento, sono la numero 3 Morbid worship e la numero 6 From my depths.

Le considerazioni finali non possono essere che tutte positive, convincenti e che il tutto sia assolutamente made in Italy rende il tutto ancora più speciale e gradito.

Tracklist:

  1. Necrogenesis
  2. Atra Mors
  3. Morbid Worship
  4. Reverse Chants And Rusty Nails
  5. The Breath Of The Mud
  6. From My Depths
  7. Mater Larvarum
  8. A Grave Full Of Serpents


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