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Intervista a Daniele Raguso (A copy for collapse), a cura di Gianni Vittorio

Questa settimana Relics ha incontrato Daniele Raguso, in arte A copy for collapse, progetto con il quale è giunto al suo quarto album.
Di seguito l’intervista curata da Gianni Vittorio.

 

  • Ciao Daniele, il tuo è un progetto che unisce l’elettronica alla new wave. Parlaci del tuo recente disco di fresca pubblicazione – ​Your imaginary world ​.

Your Imaginary World è il mio terzo album (dopo 4 anni dal secondo album “Waiting For”) uscito ad ottobre su White Forest Records.

  • Il sound, pur essendo molto assimilabile certe sonorità anni 80 rimane lo stesso molto personale e moderno negli arrangiamenti. A chi ti sei rivolto per la produzione?

Il lavoro di mix e mastering è stato affidato a Lorenzo Corsetti (fondatore della White Forest) che ha da subito apprezzato i miei brani. Sono stato molto fortunato perchè con il suo lavoro Lorenzo non ha stravolto le mie produzioni ma semplicemente ha reso fresco e d’impatto l’intero disco.

  • Il disco presenta molte collaborazioni e partecipazioni, che rendono il lavoro più ricco di contenuti. È stata una scelta voluta sin dall’inizio oppure è arrivato strada facendo?

Già subito dopo l’uscita del secondo disco, 4 anni fa, ho iniziato a lavorare su nuove idee di un mio eventuale terzo disco; avevo scritto diversi brani strumentali sui quali preferivo voci differenti dalle mie. Ho da subito coinvolto Lisa (Lilies On Mars) per il brano “Fine” e i The Hand per “This is not a Blue Monday”. Poi, quasi per caso (e con molta fortuna), sono arrivati gli altri featuring; anche se preferisco parlare non di semplice casualità ma di una serie di coincidenze che probabilmente dovevano necessariamente capitare. Devo ringraziare tutti i featuring per aver dato un contributo importante al mio lavoro.

  • Tornando allo stile alcuni brani ricordano diversi pezzi dei mitici New Order (ad esempio ​This is not a blue Monday). Questo storico gruppo è stato importante per la tua formazione musicale? Hai degli artisti di riferimento?

Ho sempre ascoltato post-punk, industrial ed elettronica anni 80; i New Order sono ovviamente tra le maggiori ispirazioni (e ti ringrazio per il paragone, è davvero un onore per me).

  • I tuoi primi album erano orientati verso un suono più ambient/dance/chillwave. Oggi invece sei più vicino al synth-pop. Questa sarà la tua futura strada musicale?

Quando lavoro alla composizione non decido se abbracciare un genere piuttosto che un altro; credo si tratti di una naturale evoluzione di un musicista. Ovviamente oggi rientro a pieno titolo nel “synth-pop”, ma non escludo che per il futuro il mio sound possa cambiare. Ho una certa identità musicale, ma preferisco sperimentare. In questi giorni sto buttando alcune idee per un nuovo disco o EP mi sto avvicinando a sonorità più minimal-synth/ebm.

  • Infine parlaci del tuo tour nei club, iniziato in Italia. So che toccherai anche il sud come ad esempio Reggio Calabria, città in cui suonerai il 28 dicembre.

Da ottobre ho iniziato un tour promozionale con tappe nei Paesi Baltici per ritornare in Italia, attraversando tutta la penisola. Vivendo in Puglia mi risulta più facile suonare nel Sud e a fine anno appunto sarò anche a Reggio. Per avere aggiornamenti dei miei live, basta seguirmi su Facebook o Instagram dove aggiorno con regolarità tutte le mie date future.


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