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Mayhem – Daemon (Century Media Records, 2019) di Luca Battaglia

La storica formazione, portabandiera del black metal norvegese, i Mayhem, ha rilasciato tramite Century Media Records la loro ultima fatica in studio: Daemon. I Mayhem non hanno davvero bisogno di alcuna presentazione, sono il gruppo più famoso e controverso della scena black metal mondiale, sia per le vicende dovute all'Inner Circle (il suicidio di Dead, l'omicidio di Euronymous, Varg Vikernes e il rogo della Stavkirke) che per l'estrema blasfemia nelle lyrics e riprodotta durante i live show. Insomma, la band norvegese trova sempre il modo di far parlare di sé e 5 anni dopo Esoteric Warfare provano a farlo di nuovo dando alla luce Daemon. Passiamo…

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La storica formazione, portabandiera del black metal norvegese, i Mayhem, ha rilasciato tramite Century Media Records la loro ultima fatica in studio: Daemon.

I Mayhem non hanno davvero bisogno di alcuna presentazione, sono il gruppo più famoso e controverso della scena black metal mondiale, sia per le vicende dovute all’Inner Circle (il suicidio di Dead, l’omicidio di Euronymous, Varg Vikernes e il rogo della Stavkirke) che per l’estrema blasfemia nelle lyrics e riprodotta durante i live show.

Insomma, la band norvegese trova sempre il modo di far parlare di sé e 5 anni dopo Esoteric Warfare provano a farlo di nuovo dando alla luce Daemon.

Passiamo all’analisi del disco.

Facciamo una brevissima premessa, finalmente l’appellativo “The true Mayhem” ritrova forza e veridicità in questo album, una strada perduta da un po’ di tempo e che finalmente il quintetto di Oslo sembra aver ritrovato con il vento in poppa. Tutto questo grazie a un songwriting più dinamico, preciso e ferocemente affilato che rende Daemon un must have per ogni amante del black metal a tinte scandinave.

La composizione del disco a quattro mani, quelle di Teloch e di Ghul ha giovato tantissimo a risollevare un po’ di polvere dalle spalle dei Mayhem e questa maestria viene espressa ai massimi livelli in tutti i comparti ritmici e strumentali. Le linee di chitarra, dei due sopra citati, si incastonano a meraviglia in quelle del basso di Necrobutcher, cosa che si era persa negli album precedenti e che adesso compongono una marcia funebre travestita da black metal di altissima qualità.

A rendere questo quadro un’opera d’arte quasi perfetta ci pensano le sezioni vocali di Attila, che canta con un tono che gela il sangue nelle vene, graffiante e preciso, la qualità dei tempi migliori. Una menzione speciale va fatta per Hellhammer, di una precisione unica e un livello di maestria altissimo, il buon Jan Axel Blomberg è una vera e propria macchina da guerra dietro alle pelli e lo dimostra il fatto di aver militato in quasi tutte le band colonna portante del black metal norvegese.

Insomma Daemon è un calderone dove sono stati inseriti un sacco di elementi vecchi e di rinnovamento stilistico che rendono questo album un piatto perfetto per le nostre orecchie.

Dieci tracce, cinquanta minuti di puro godimento uditivo sotto tutti gli aspetti. A questo proposito vi invitiamo a godere di Daemon nella sua interezza, nel suo percorso che ha un inizio e una fine precisa, un copione che va rispettato come è stato steso, senza soffermarvi su una traccia in particolare, almeno per i primi ascolti.

Le considerazioni finali sono positive sotto tutti gli aspetti, è impossibile trovare il pelo nell’uovo e se volete farvi prendere a ceffoni, musicalmente parlando si intende, Daemon è il disco che dovete ascoltare.

Tracklist:

1 The dying false king

2 Agenda Ignis

3 Bad blood

4 Malum

5 Falsified and hated

6 Aeon Daemonium

7 Worthless abominations destroyed

8 Daemon spawn

9 Of worms and ruins

10 Invoke the oak

 


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