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UTO – This is Opera (Goodfellas, 2019) di Gianni Vittorio

Strana storia quella degli UTO, band italiana nata da tempo ma ancora non fortunata nelle sue vicissitudini discografiche. Dopo aver vinto Arezzo Wave nel 2000, frequentano nei successivi 4 anni i migliori festival e live club della penisola, esibendosi come gruppo spalla di band del calibro di Guano Apes, Blonde Redhead, Marlene Kuntz, Porcupine Tree. Dal 2001 al 2005 danno alle stampe soltanto EP: Violapianobar, Gaffebox (d'amore e chimica), Food Noir, Roxtar. Allora il gruppo si ferma per diversi anni. Poi Fabio Speranza inizia a scrivere dei testi per un lavoro che verrà. Prende ispirazione attraverso le sue escursioni…

Score

Artwork
Potenzialità
Concept

Voto Utenti : 4.5 ( 1 voti)
Strana storia quella degli UTO, band italiana nata da tempo ma ancora non fortunata nelle sue vicissitudini discografiche.

Dopo aver vinto Arezzo Wave nel 2000, frequentano nei successivi 4 anni i migliori festival e live club della penisola, esibendosi come gruppo spalla di band del calibro di Guano Apes, Blonde Redhead, Marlene Kuntz, Porcupine Tree. Dal 2001 al 2005 danno alle stampe soltanto EP: Violapianobar, Gaffebox (d’amore e chimica), Food Noir, Roxtar.

Allora il gruppo si ferma per diversi anni. Poi Fabio Speranza inizia a scrivere dei testi per un lavoro che verrà. Prende ispirazione attraverso le sue escursioni immerso nella natura, tra le Marmore, le rocce, nei parcheggi delle fabbriche, nei paesini circostanti.  Così nasce This Is Opera, un concept di 35 minuti, costruito inizialmente come unica traccia, poi rielaborata in studio e suddivisa in 12 brani.

La produzione è stata affidata ad una dei musicisti più influenti dell’intera musica indie italiana: Paolo Benvegnù. Il disco è stato pubblicato l’8 novembre per la storica etichetta Goodfellas. Nell’album si sentono le influenze di Lucio Battisti per la struttura e la libertà di scrittura, di Hex e dei Bark Psychosis per le atmosfere rarefatte.

La musica segue diverse direzioni, spaziando tra il post-rock e il rock/ambient, tutto arricchito dai testi riflessivi di Speranza, che ci proiettano in un universo difficile da decifrare, tra fabbriche in disuso e atmosfere post apocalittiche (ascoltate Acciai per averne una percezione). Da menzionare San Giovanni, brano che ricorda gli errori fatti in passato e le amicizie finite male. Tutto il progetto può essere definito un flusso di coscienza in musica. Liriche che sono un monito per l’uomo di oggi, pronto a deturpare la natura per il progresso tecnologico.

La sintesi del disco sta tutta in questa parole:

Ma qui da noi
le rocce muoiono
prosperano gli acciai
sono sfinite e consumate le rocce
fioriscono gli acciai
al tramonto s’arrossano le pietre
albeggiano gli acciai

(tratta da Acciai)

Tracklist:

1. Nottemadre I
2. Nottemadre II
3. Miranda 2.0
4. Noie
5. Acciai
6. S. Giovanni (basso)
7. Non Avete Mai Voglia di Niente
8. Selfie di un Signor Nessuno
9. Miranda 0/1
10. S. Giovanni (alto)
11. A Fine Infinito
12. E’ Sempre Mai

 

 


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