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CoreLeoni @Druso – Ranica (BG) – (Foto di Giovanni Cionci)

Lo scorso 8 Dicembre, al Druso di Ranica (BG), grande appuntamento per gli amanti dell’hardrock, con l’unica data italiana dei CoreLeoni, supergruppo nato da un’idea di Leo Leoni, chitarrista fondatore dei Gotthard, allo scopo di “rinfrescare” e recuperare i primi brani della band elvetica.

 

Maxxwell

Il compito di aprire la serata è affidata ad un’altra band svizzera, i Maxxwell, che scaldano subito il pubblico con un robusto hard rock, energico e muscolare. Ottima la prestazione del frontman Gilberto Meléndez, sempre pronto a coinvolgere gli spettatori, così come quella dei suoi compagni di band: la sezione ritmica, composta da Oli Haller alla batteria e Adrien Muller crea il tappeto ritmico su cui si intrecciano le due chitarre di Cyril Montavon e Hef Hafliger. La grande interazione col pubblico insieme ai  riff potenti e accattivanti rendono il risultato finale davvero positivo. Decisamente una band che sa stare sul palco, e che sa come conquistare nuovi fans.

Questa la setlist dello show:

  1. She is Mine
  2. Back Again
  3. Monsterball
  4. The Temple
  5. Metalized
  6. Heads or Tails
  7. Slapshot
  8. P.U.T.V.
  9. Don’t You Bite
  10. Queen of the Night

 

CoreLeoni

Il Waltz no.2 de “Il padrino” annuncia l’ingresso sul palco dei CoreLeoni, pronti a ruggire nonostante un piccolo inconveniente alla dogana, che ha costretto la band a rinunciare alla propria strumentazione (rimpiazzata da quella dei generosi Maxxwell).  Gli artigli sono quelli delle chitarre di Leo Leoni Jgor Gianola, la muscolatura possente è quella della batteria di Alex Motta (subentrato recentemente a Hena Habegger) e del basso di Mila Merker..ma il ruggito (perchè è DAVVERO un ruggito) è quello di Ronnie Romero, che l’istrionico Leoni definisce scherzosamente “la nostra Rolls-Royce”. E non a caso, perchè il cantante cileno è davvero, al momento, la migliore ugola della sua generazione. Già cantante dei Lords of Black, Romero è stato chiamato nel 2016 alla corte di re Ritchie Blackmore, che gli ha conferito l’arduo compito di vestire i panni di Ronnie James Dio e Joe Lynn Turner nell’ultima incarnazione dei Rainbow. Compito, tra l’altro, svolto in maniera eccelsa. Non è quindi un caso che Leo Leoni abbia scelto proprio lui per onorare al meglio la memoria del compianto Steve Lee, storica ed indimenticabile voce dei Gotthard, venuto tragicamente a mancare ormai ben 9 anni fa. Romero si dimostra un frontman davvero di razza: grandissimo carisma, teatralità, ed una voce davvero incredibile, lo rendono la miglior incarnazione, nel III millennio, dei grandi frontmen dell’Età dell’Oro del Rock. Con premesse così, lo show non può che essere davvero eccezionale: la scaletta corposa (comprendente anche i due nuovi brani inediti Queen of Hearts Don’t Get Me Wrong), la grinta e la simpatia di Leo Leoni e la bellezza e l’energia dei brani fanno il resto. Il viaggio nella storia dei Gotthard è emozionante, coinvolgente, addirittura commovente per chi (come il sottoscritto) ha avuto la fortuna di vedere, e soprattutto ascoltare Steve Lee dal vivo. Un tributo doveroso, che rende giustizia al passato di una grande band.

Questa la setlist dello show:

  1. Standing In the Light
  2. Love for Money
  3. Open Fire
  4. Angel
  5. Queen of Hearts
  6. Firedance
  7. Cheat & Hide
  8. Don’t Get Me Wrong
  9. Travellin’ Man
  10. Mountain Mama
  11. Sister Moon
  12. Make My Day
  13. She Goes Down/Fist In Your Face
  14. Mighty Quinn
  15. Hunter
  16. I’m On My Way

 

Vi lasciamo alla gallery fotografica del nostro Giovanni Cionci.

 


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